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Trento
20 luglio | 12:48

“Eolico e fotovoltaico? No ai grandi impianti in montagna e sui terreni agricoli”. Dal Trentino all'Altopiano di Asiago, sindaci e associazioni firmano l'appello

L'appello nazionale è promosso da Tess – Transizione energetica senza speculazione – e ha raccolto le adesioni anche di diversi esponenti politici trentini: “I promotori – scrivono – ribadiscono che la transizione energetica è indispensabile, ma chiedono che sia governata attraverso una pianificazione nazionale capace di evitare consumo di suolo, speculazioni e trasformazioni irreversibili del territorio”

di Redazione

TRENTO. “Serve una regia nazionale per fermare la proliferazione di pale eoliche alte fino a 200 metri e di impianti fotovoltaici industriali estesi per decine o centinaia di ettari su aree agricole, territori montani e paesaggi di elevato valore ambientale, storico e culturale”. È questo l'appello nazionale promosso da TessTransizione energetica senza speculazione –, al quale hanno di recente aderito anche diversi esponenti politici in tutto il Triveneto.

 

L'iniziativa, spiegano i responsabili, è rivolta alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e ha superato le 500 adesioni, tra cui oltre 100 sindaci, amministratori locali, studiosi, associazioni e comitati provenienti da tutta Italia: “La transizione energetica – spiegano i promotori – è indispensabile, ma deve essere governata attraverso una pianificazione nazionale capace di evitare consumo di suolo, speculazioni e trasformazioni irreversibili del territorio”.

 

Per quanto riguarda il Triveneto, precisano, tra i firmatari figurato Giacomo Gasparotto, sindaco di Gruaro; Luigi Martello, sindaco di Roana; Luigi Tassoni, sindaco di Alonte; Maria Teresa Sperotto, sindaca di Fara Vicentino; Matteo Ruzzon, sindaco di Bagnoli di Sopra; Daniele Gubert, sindaco di Imèr; Daniele Chiarvesio, sindaco di Fagagna; Juli Peressini, sindaca di Pasian di Prato; Michele Calligaris, sindaco di Romans d'Isonzo; Andreina Stefani, consigliera comunale di Canal San Bovo; Fabio Longo, consigliere comunale di Primiero San Martino di Castrozza e Donato Scrinzi, consigliere della Circoscrizione San Giuseppe-Santa Chiara di Trento.

 

“Tra i sottoscrittori – scrivono i responsabili dell'iniziativa – figurano inoltre numerose associazioni e realtà impegnate nella tutela del territorio, tra cui A.RI.A. Bassanese (Associazione Bassanese per il Rispetto Ambientale), EQuiStiamo Vicenza Act (Associazione Cultura e Territorio), il Comitato Permanente per la Difesa delle Acque del Trentino, rappresentanti del CAI, Europa Verde del Trentino, oltre a numerosi cittadini, professionisti e comitati locali impegnati nella difesa del paesaggio e delle aree agricole del Nord-Est”.

 

“Dal Veneto alle Dolomiti trentine – continuano –, fino alle colline e alle pianure del Friuli Venezia Giulia, cresce la preoccupazione per il moltiplicarsi di progetti eolici e fotovoltaici di scala industriale che interessano aree agricole, territori montani e contesti di elevato pregio ambientale e paesaggistico. Una situazione che alimenta il confronto tra amministrazioni locali, imprese agricole, associazioni e cittadini sulla necessità di individuare criteri di localizzazione più rigorosi. L'appello – precisano da Tess – non mette in discussione le energie rinnovabili. Chiede invece che gli impianti di grandi dimensioni siano indirizzati prioritariamente verso tetti di edifici, aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite e altre superfici già compromesse, evitando di sottrarre terreno fertile all'agricoltura e di industrializzare paesaggi che rappresentano una delle principali risorse economiche, ambientali e turistiche del Triveneto”.

 

A sostenere l'iniziativa anche diverse personalità del mondo della cultura e dell'accademia, tra le quali la cantautrice Nada Malanima, Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale, il giurista Ugo Mattei, il professor David Fanfani, il professor Massimo Ammaniti, Massimo Rovai, Paolo Agnelli, il direttore d'orchestra Manlio Benzi e il direttore della fotografia Paolo Carnera.

 

“Dal Triveneto – conclude il comitato – arriva così un contributo significativo a un movimento nazionale sempre più ampio che chiede una transizione energetica capace di coniugare produzione di energia, tutela del territorio e salvaguardia del paesaggio. L'obiettivo è garantire che la transizione energetica sia guidata dall'interesse pubblico e non da logiche speculative che rischiano di favorire grandi operatori finanziari e società energetiche, anche estere, a discapito dei territori e delle comunità locali”.

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