"Il motore della crescita economica è l'industria", Delladio: "Maxi opere Fugatti-Ianeselli? Possono essere occasione di innovazione e sinergie"
Intervista al presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio, tra dati Bankitalia non incoraggianti e sfide (presenti e future) del settore: "Per le imprese è un momento delicato, anche per il contesto internazionale, ma con un piano industriale condiviso possiamo rilanciare la crescita economica del territorio trentino"

TRENTO. Sono passate un paio di settimane dall’assemblea generale di Confindustria Trento al PalaRotari di Mezzocorona, e appena tre giorni dagli annunci a firma Comune e Provincia dei progetti sui poli sportivi e le scelte urbanistiche della “Trento che verrà” verso il 2031.
Non è un momento facile per l'economia trentina: secondo i dati di Bankitalia nel primo semestre del 2025 l'attività economica nella provincia autonoma di Trento (a Bolzano non è andata meglio, ad onor del vero) ha continuato a "espandersi in misura lieve", in linea con il Paese. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (Iter) elaborato dalla Banca d'Italia, il prodotto in termini reali sarebbe cresciuto dello 0,7% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Sull'andamento ha inciso il contesto di elevata incertezza. E sempre nel primo semestre del 2025, l'attività del settore industriale si è indebolita. I fatturati delle imprese manifatturiere si sono contratti in Trentino e sono rimasti pressoché invariati in Alto Adige.
"Dal Trentino all'Europa, crescita a trazione industriale'. Così abbiamo titolato la nostra assemblea - racconta a il Dolomiti Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento -, perché pensiamo che le imprese giochino un ruolo decisivo nello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio".
Il messaggio lanciato alle istituzioni dall'assemblea generale peraltro è chiarissimo: occorre mettere (o forse, rimettere) le imprese al centro. Servono semplificazione e prospettive per gli investimenti. Possono essere compatibili con la visione politica e amministrativa emersa dagli annunci di questi giorni?
“Il momento è delicato - sottolinea Delladio facendo un passo indietro per contestualizzare la situazione -. E lo è per il mondo dell’industria nel suo complesso, non solo in Trentino, beninteso. Allarghiamo un po’ lo sguardo al contesto internazionale: in rapida successione ci siamo trovati in un mondo segnato dalla crisi dell’automotive in Germania, che ha dirette ripercussioni sulla filiera trentina; poi è arrivata la guerra tra Russia ed Ucraina, quella in Israele, i dazi di Trump e le incertezze sui mercati mondiali. Ma il settore dell'industria non molla anzi, combattiamo continuando a dare fiducia ai nostri associati e facendo ogni giorno le scelte giuste per garantire un futuro di crescita e sviluppo”.
Con un'altra premessa: turismo e industria non sono mondi a sé stanti, incompatibili o alternativi, ma settori che possono lavorare in sinergia. Pur avendo impatti diversi sull'economia territoriale. “L’industria è il traino, la forza motrice dell’economia del Trentino e del Paese - prosegue il presidente -. Sono i numeri che lo dicono, non è questione di punti di vista. Detto questo, ben vengano gli investimenti per gli impianti e le infrastrutture: il Trentino è considerato terra di sport e di turismo, e allora lavoriamo con intelligenza per destagionalizzare e attrarre investimenti, oltre che sportivi. E poi la costruzione e l’utilizzo di questi poli potranno creare lavoro, occupazione e occasioni per innovare. Ci può, anzi per certi versi ci deve essere sinergia tra i vari mondi, oltre che collaborazione con il mondo della ricerca. In questo modo si chiude un cerchio che consente a un territorio come il Trentino di essere competitivo e attraente”.
Per dare risposte alle imprese (e anche ai sindacati) sta per partire un ambizioso piano provinciale che vedrà Confindustria avere il ruolo di "capofila". “Confindustria ha tirato la volata”, ammette Delladio utilizzando inavvertitamente una metafora buona in questi giorni in cui si parla spesso di Supermondiali di ciclismo.
“E’ fondamentale arrivare a definire in tempi rapidi un piano industriale di cui il Trentino ha grande bisogno per crescere ed evolvere: da questo punto di vista andranno portati avanti dei temi insieme a tutte le parti coinvolte, penso soprattutto alla politica. Vogliamo porci in maniera concreta a questo tavolo di lavoro e di pianificazione del Trentino del futuro, con spirito propositivo per evidenziare le nostre esigenze ma anche con la voglia di ascoltare e di trovare strade comuni. Il mondo della politica e quello dell’industria possono completarsi e valorizzare a vicenda le proprie competenze e sensibilità”.
Il piano al momento è "un foglio bianco" tutto da scrivere. Quali saranno per Confindustria le imprescindibili parole chiave di questo piano? Ancora presto per sbilanciarsi. “Le stiamo condividendo all'interno del nostro direttivo, non è ancora il momento di rivelarle: posso solo dire che saranno le parole giuste per aiutare l’amministrazione provinciale a intraprendere un cammino di crescita economica di cui l’industria sia il motore. Ma c’è bisogno di tutti i settori, il Trentino vince se siamo tutti uniti: il turismo, l’agricoltura, l’artigianato. Solo crescendo e garantendo un gettito importante nelle casse pubbliche potremo continuare a contare su investimenti e spesa su infrastrutture e welfare”.












