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| 08 mag 2025 | 13:43

Lago di Garda nella morsa dell'overtourism, Luca Rota: "Prima di tasse di soggiorno e numeri chiusi le località devono elaborare la propria capacità di carico turistica"

Lo scrittore e blogger Luca Rota, esperto di territori: "Tutte le località, dalle più rinomate a quelle che ambiscono a diventare mete del turismo odierno e futuro, dovrebbero determinare subito la propria capacità di carico turistica e farne uno strumento istituzionale di analisi e gestione dei flussi turistici: sarebbe necessaria una direttiva ministeriale urgente"

TRENTO. "Per contrastare l’overtourism, prima di tasse di soggiorno e numeri chiusi le località devono elaborare la propria 'capacità di carico turistica' e farne urgentemente uno strumento normativo". Questo in estrema sintesi il pensiero dello scrittore e blogger Luca Rota, esperto di montagna e territori, che si inserisce nel dibattito in relazione al fenomeno dell'Overtourism sul Lago di Garda, tornato sotto i riflettori dopo che Sirmione, nei giorni del ponte del 1° maggio, è stata letteralmente invasa dai turisti (QUI ARTICOLO) andando incontro ad una "paralisi" totale che ha arrecato numerosi disagi ai turisti stessi, ma anche ai cittadini e ai residenti che hanno scelto inoltre di scrivere direttamente al Prefetto per affrontare la questione..

 

Il fatto - non una novità per la nota località gardesana, ma che in questo frangente ha assunto connotati più "impattanti" - ha portato le autorità locali a riflettere su possibili soluzioni quali limitazioni degli accesi e, in generale, sull'impiego di strumenti più efficaci per gestire l'enorme numero di turisti.

 

La riflessione di Luca Rota prende però le mosse da un altro intervento: quello del presidente della Comunità del Garda e vicesindaco di Peschiera Filippo Gavazzoni che, intervistato da il Dolomiti (QUI ARTICOLO), aveva spiegato come la soluzione al problema non stia nella limitazione degli accessi, bensì nella promozione di un "turismo più rispettoso e consapevole dell'unicità del territorio, che non può essere invaso e fruito solo commercialmente ma apprezzato per le caratteristiche che nel tempo lo hanno reso una delle mete più apprezzate a livello globale".

 

"Occupandomi ormai spesso di turismo, soprattutto in montagna ovviamente, in tutte le sue fenomenologie incluse quelle over, potrei essere d’accordo con quanto affermato da Gavazzoni – osserva Luca Rota – se non fosse che l’affermazione contiene una sostanziale antitesi: promuovere un turismo più rispettoso e consapevole è un’azione culturale che richiede tempo e collegialità di pensiero e volontà politiche e che, facilmente, non riesce a generare risultati concreti prima che un fenomeno molto più rapido nelle sue manifestazioni e nella sua evoluzione, o degenerazione, come l’iperturismo, finisca per provocare danni più o meno permanenti ai luoghi che lo subiscono".

 

Ad essere analizzata da Rota è poi l'idea dell'amministrazione comunale di Sirmione di introdurre una tassa d'ingresso per accedere alla località gardesana, definita "ancora più inefficace oltre che piuttosto ipocrita, pur considerandone la buona fede alla base".

 

"Rappresenta comunque e innanzi tutto un far cassa, e per cosa poi?" spiega il blogger, che specifica: "A meno che la tassa non sia di 100 euro al giorno, dunque realmente deterrente ma certamente non sarà così, è una 'non soluzione' già rivelatasi in vari aspetti inconcludente, vedi il caso di Venezia, ad esempio".

 

E quindi la proposta. Luca Rota sottolinea come "un’azione che Sirmione e tutte le località tanto o poco turistiche italiane dovrebbero rapidamente realizzare" sia la determinazione della propria capacità di carico turistica, un dato che poi sarebbe da integrare con valore normativo e legale assoluto nei piani di governo territoriale locali e sul quale determinare di conseguenza la gestione generale della frequentazione turistica del luogo.

 

La capacità di carico turistica, spiega Rota entrando nel merito della sua proposta, è un concetto complesso definito fin dal 2000 dalla World Tourism Organization come "il numero massimo di persone che visitano, nello stesso periodo, la località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti" e che in questi venticinque anni ha raggiunto un livello di elaborazione molto raffinato e facilmente contestualizzabile alle varie realtà locali.

 

Non un mero numero di estrazione empirica, incalza lo scrittore e blogger, "ma un dato chiaro e preciso" che rappresenta compiutamente le peculiarità, le potenzialità e i limiti di una località turistica e del suo paesaggio, ovviamente inclusa la comunità residente.

 

"Per questo tutte le località, dalle più rinomate e di lunga tradizione turistica a quelle che ambiscono a diventare mete del turismo odierno e futuro – spiega – dovrebbero determinare subito la propria CCT e farne uno strumento istituzionale di analisi e gestione dei flussi turistici interessanti il proprio luogo".

 

Poi lo sguardo alle istituzioni: ad essere ritenuta necessaria da Luca Rota è "una direttiva urgente al riguardo da parte del Ministero del Turismo", direttiva alla quale "altrettanto rapidamente le località turistiche dovrebbero adeguarsi". L'obiettivo? Rendere operativo lo strumento della capacità di carico turistica al più presto, se non da questa stagione turistica al massimo dalla prossima, non oltre.

 

"Ritengo sia indispensabile che ciò accada e, nel mio piccolo, lancio un appello al proposito: gli episodi di iperturismo – conclude lo scrittore e blogger – si stanno diffondendo sempre di più e parimenti l’impatto sui territori e il malcontento delle comunità residenti ma, agendo rapidamente, tali effetti credo possano essere limitati e adeguatamente gestiti fino a trarne il maggior beneficio possibile per tutti: residenti, operatori turistici e turisti nonché, appunto, per i luoghi e i paesaggi coinvolti".

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