L'Auditorium di Belluno riapre i battenti: completamente restaurata la sala concerti e valorizzata l'area archeologica
A breve si procederà anche con l’arredamento degli spazi che prevederà ben 150 posti a sedere nella sala da concerti che negli ultimi anni, prima della chiusura, aveva visto limitata la sua capienza massima ad un centinaio. L’edificio sarà visitabile il 22 e 23 marzo in occasione delle Giornate FAI di Primavera, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di scoprire il restauro

BELLUNO. Dopo 15 anni l’Auditorium di Belluno, che si trova in piazza Duomo, torna ad aprire le sue porte pronto ad accogliere di nuovo la musica nella sua scenografica sala da concerti, completamente restaurata, oltre a riservare una preziosa sorpresa al pian terreno che consiste nell’allestimento di una vera e propria area archeologica “la prima della città capoluogo” ha commentato l’assessore ai lavori pubblici del comune di Belluno Franco Roccon durante la presentazione avvenuta nella mattinata del 20 marzo.
L’intervento è costato 1.625.000 euro, dei quali 1,3 milioni provenienti dal Pnrr e 325.000 messi dal comune, ed ha previsto la sistemazione delle facciate, il consolidamento del tetto, il restauro della sala da concerti e degli spazi attigui e la creazione di un percorso archeologico dove sono visibili le varie stratificazioni del palazzo che vedono nelle sue fondazioni resti di età romana, alle pareti lacerti di affresco di quando l’edificio è stato palazzo vescovile e a soffitto delle travi di legno risalenti al 1400 ed appartenenti all’allora castello di età medievale. Per la parte archeologica sono stati investiti ulteriori 92.000 euro.
“In facciata un importante intervento è stato fatto nel consolidamento del portale di accesso, risalente alla fine del 1600 e voluto dal vescovo Berlendis, che è l’unica parte della facciata rimasta in piedi nel 1873. Per quanto riguarda il percorso archeologico lo stesso permette di far apprezzare ai visitatori un muro risalente all’epoca romana di ben 15 metri di lunghezza sul quale viene innalzato il primo castello dei vescovi-conti di Belluno attorno al 1200. Nelle tre salette parte del percorso in futuro si potranno prevedere delle teche per esporre i reperti recentemente scoperti che consistono in ceramiche di ottima fattura risalenti al periodo medievale e rinascimentale” ha spiegato l’architetta Gloria Sabina Manera incaricata di coordinare il restauro che ha proseguito “la sala da concerti è stata restaurata, mantenendola nella fattura data dall’architetto bellunese Mario Sanzovo nel 1949, ripristinando gli intonaci e i gessi, riposizionando i lampadari a muro fatti all’epoca a Murano ed ampliando il palco di modo da poter ospitare le orchestre. Attenzione è stata data anche allo studio dell’acustica”.
A breve si procederà anche con l’arredamento degli spazi che prevederà ben 150 posti a sedere nella sala da concerti che negli ultimi anni, prima della chiusura, aveva visto limitata la sua capienza massima ad un centinaio. In seguito lo spazio tornerà ad essere usato dai giovani talenti della scuola di musica A. Miari e dalla Filarmonica di Belluno per far risuonare nuovamente le note musicali in tutta la “Casa della Musica” che già frequentano settimanalmente utilizzando per le prove gli spazi del pian terreno e l'edificio dietro la torre civica.
“Questo restauro si inserisce in un più ampio piano di valorizzazione culturale che ha visto la riapertura della Biblioteca Civica di Belluno, presso la sede storica di palazzo Crepadona, il Museo Civico presso Palazzo Fulcis e il futuro Museo Archeologico che verrà aperto presso il Palazzo dei Giuristi, già sede del museo civico, contribuendo ad arricchire l’offerta turistica e culturale della città di Belluno” ha dichiarato il primo cittadino Oscar De Pellegrin.
L’edificio sarà visitabile il 22 e 23 marzo in occasione delle Giornate FAI di Primavera, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di scoprire il restauro.












