Lupo abbattuto nella notte in Alta Val Venosta a quota 2800 metri
Il 30 luglio, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha autorizzato l'abbattimento di due lupi nell'Alta Val Venosta. Poche ore fa era stata diffusa la notizia che dopo il Tar anche il Consiglio di Stato si era pronuncia a favore dell'abbattimento

BOLZANO. "Un lupo maschio di circa 45 chilogrammi è stato abbattuto poco dopo la mezzanotte del 12 agosto a 2800 metri di altitudine", a riferirlo è Günther Unterthiner, direttore della Ripartizione Foreste della Provincia autonoma di Bolzano. "Il lupo era stato rintracciato in un gruppo di vitelli", ha specificato.
Poche ore fa era stata diffusa la notizia che dopo il Tar anche il Consiglio di Stato si era pronuncia a favore dell'abbattimento.
Il 30 luglio, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha autorizzato l'abbattimento di due lupi nell'Alta Val Venosta: il compito è stato affidato al Corpo Forestale Provinciale
Il presidente Kompatscher sottolinea la professionalità del lavoro svolto dal Corpo Forestale Provinciale in questo contesto ed esprime il suo ringraziamento a nome dell'intera Amministrazione provinciale per il loro particolare impegno. "Si tratta di una base per la regolamentazione dei lupi pericolosi, ovvero di un presupposto importante per la prosecuzione a lungo termine del tradizionale allevamento alpino", ha sottolineato il presidente della Provincia. "In Alto Adige il lupo è diventato sempre più una minaccia per il tradizionale allevamento alpino e, in alcuni casi, per la sicurezza pubblica", sottolinea Luis Walcher, assessore provinciale all'Agricoltura e alle Foreste, ringraziando il presidente per aver firmato il decreto e il Corpo Forestale Provinciale per l'adempimento
Nel periodo compreso tra maggio e luglio di quest'anno, in un alpeggio dell'Alta Val Venosta sono stati registrati 31 attacchi di lupo agli animali da pascolo, confermati e documentati dalle autorità forestali.
Nella stessa area erano già stati registrati 42 attacchi nella precedente stagione alpestre. Le malghe interessate sono state dichiarate zone di protezione dei pascoli ai sensi della legge provinciale n. 10/2023.
I proprietari hanno comunque adottato misure di protezione del bestiame, che però non sono riuscite a impedire gli eventi dannosi.












