Minorenne perseguita e minaccia (per settimane) il nuovo fidanzato della ex, poi lo aggredisce con schiaffi e pugni per strada: arrestato
Ora che il giovane ha compiuto i 18 anni è finito in carcere. Ecco com'è andata

TRENTO. Lo scorso fine settimana, i militari della stazione di Spiazzo, unitamente a quelli di Riva del Garda, hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Trento nei confronti di un ragazzo, residente in uno dei comuni della Val Rendena, condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione per i reati di atti persecutori, rapina e lesioni personali aggravate.
La vicenda ha avuto inizio a giugno 2024 quando l’arrestato, che nonostante la giovanissima età era diventato il punto di riferimento di un gruppo di altri ragazzi della Val Rendena dedito a reati in materia di stupefacenti, furti e danneggiamento ai danni di beni mobili pubblici, aveva rivolto le sue “attenzioni” su un minorenne che aveva come unica colpa quella di essere il fidanzato della sua ex ragazza.
Il ragazzo, non rassegnandosi alla fine della sua relazione sentimentale, da qualche tempo, aveva iniziato a perseguitare la coppia, seguendola dappertutto, appostandosi e gridando sotto casa della ragazza fino a tarda notte e minacciando più volte il minorenne.
Dagli inizi del mese di giugno poi, era passato ai fatti e, grazie anche alla collaborazione di altri giovanissimi appartenenti al suo gruppo, aveva iniziato ad aggredire il minore ogni volta che lo incontrava per strada, creando in lui uno stato di ansia tale da fargli cambiare le proprie abitudini.
Nell’episodio più grave, tre ragazzi capeggiati dall’arrestato erano riusciti a bloccare l’auto della coppia e, dopo aver fatto scendere il minore, avevano iniziato a colpirlo con schiaffi e pugni, facendosi consegnare con la forza il suo cellulare.
Proprio a causa di tale episodio, agli inizi del mese di luglio 2024, il ragazzo neo maggiorenne era stato messo agli arresti domiciliari. Adesso, a conclusione del processo penale, il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trento ha emesso una sentenza definitiva che prevede per lui l’applicazione della pena di reclusione pari a 1 anno e 2 mesi e una multa pari a 400 euro.














