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Trento
12 maggio | 16:16

Morte di Zoe Anne Guaiti e del bimbo che portava in grembo, è colpa del latte crudo? L’Apss frena: "Nessuna relazione"

L’evento che ha portato al decesso della mamma 39enne, aveva spiegato inizialmente l'Apss, sarebbe riconducibile a uno shock settico iperacuto. L'Azienda sanitaria smentisce il collegamento con il consumo di latte crudo. E' bene comunque ricordare che il suo consumo può comportare un rischio per la salute per i bambini di età inferiore a 10 anni, per le donne in gravidanza

Morte di Zoe Anne Guaiti e del bimbo che portava in grembo, è colpa del latte crudo?

TRENTO. “Nessuna relazione tra la morte della signora e la presenza di Escherichia coli da consumo di latte crudo”. A dirlo a il Dolomiti è l'Azienda sanitaria in merito alle notizie uscite nelle scorse ore dopo la morte di Zoe Anne Guaiti, la mamma di 39 anni e il suo bimbo che portava in grembo, per uno shock settico.

 

In un articolo, il Corriere del Trentino collega i rischi che ci sono con il latte crudo non solo con la vicenda del piccolo Mattia Maestri, in coma dopo aver mangiato del formaggio in una malga, ma anche con il decesso di Zoe Anne Guaiti, incinta al sesto mese.

 

Sul tema è stato anche intervistato il virologo Roberto Burioni, che giustamente sottolinea i rischi che ci possono essere nel consumo del formaggio a latte crudo.

 

Per quanto riguarda il caso di Zoe Anna Guaiti, l'Apss al momento sembra escludere fra le cause del decesso il latte crudo, spiegando che è in corso un'indagine giudiziaria.

 

Con una nota uscita lo scorso sei maggio, la direzione aziendale si era attivata per fare luce sui fatti avvenuti e, con i dati in possesso, si presumeva che “l’evento che ha portato al decesso della signora sia riconducibile a uno shock settico iperacuto, con un'evoluzione rapidissima e non responsivo al trattamento medico e rianimatorio multidisciplinare ad alta intensità, prontamente messo in atto dai nostri sanitari”.

 

Sui rischi derivanti dal consumo di latte crudo è bene ricordare che l'Apss ha spiegato più volte che questo latte “utilizzato per produrre i formaggi non ha subito trattamenti termici come la bollitura o la pastorizzazione, che consentono di controllare eventuali germi patogeni che si possono trovare nel latte dopo la mungitura e che possono comportare un rischio per la salute per i bambini di età inferiore a 10 anni, per le donne in gravidanza e per le persone con depressione del sistema immunitario”.

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