Nel minivan spuntano 5 fucili d'assalto da guerra ''Kalashnikov AK-47'' e altrettanti caricatori con 365 cartucce
Le indagini avviate hanno consentito, grazie alla collaborazione internazionale della polizia, l'individuazione da parte delle autorità di law enforcement albanesi del canale di approvvigionamento dell'armamento sequestrato, e trarre in arresto il soggetto situato in Albania, responsabile dell'invio delle armi

GORIZIA. Un carico di cinque fucili d'assalto “Kalashnikov AK-47” è stato scoperto e sequestrato dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste in forze congiunte con le Fiamme Gialle di Monfalcone. Le armi erano nascoste in un minivan con targa albanese che stava cercando di entrare a Gorizia attraverso il valico sloveno di Sant'Andrea. Per i due autisti sono scattate immediatamente le manette.
La vicenda è successa negli scorsi giorni. Sette persone, 2 autisti e 5 passeggeri tutti cittadini albanesi, hanno cercato di entrare in Italia quando il loro mezzo è stato fermato per i controlli ordinari dei documenti lungo la frontiera. I due autisti hanno però iniziato a manifestare segnali di nervosismo che hanno insospettito i finanzieri, in particolare quando gli agenti hanno iniziato ad ispezionare i bagagli presenti sul mezzo.
Ad un tratto l'attenzione dei militari si è soffermata su una borsa che insospettiva più delle altre, perché aveva un peso maggiore di quanto il volume lasciasse immaginare. In effetti la borsa, una volta aperta ed ispezionata minuziosamente ha svelato, tra la scocca e il rivestimento interno in tessuto, uno strato di materiale spugnoso al cui interno erano celati 3 fucili da guerra “Kalashnikov AK-47”. A quel punto gli agenti hanno proceduto ad una ulteriore ispezione del veicolo, da cui sono emersi altri due fucili d'assalto della medesima tipologia, oltre a cinque caricatori con 356 cartucce complessive. I due autisti sono stati arrestati subito in flagranza di reato e il materiale bellico, così come i cellulari che i due avevano in uso, è stato sequestrato.
Le indagini avviate hanno consentito, grazie alla collaborazione internazionale della polizia, l'individuazione da parte delle autorità di law enforcement albanesi del canale di approvvigionamento dell'armamento sequestrato, e trarre in arresto il soggetto situato in Albania, responsabile dell'invio delle armi.
Il successo dell'operazione denota una volta di più l'attenzione delle forze dell'ordine al contrasto dei traffici illeciti lungo i confini, nonché l'efficacia della cooperazione internazionale.












