Orsi e lupi, "In val Daone non ci sono denunce e segnalazioni alla forestale", la Provincia sulle presunte predazioni e il pastore che decide di tornare a valle
Negli scorsi giorni un pastore avrebbe testimoniato la decisione di ritornare a valle con il gregge a causa dei danni per le troppe predazioni di orsi e lupi, la Provincia però spiega che "non risultano denunce e segnalazioni alla Stazione forestale"

VAL DAONE. Non risultano denunce e non ci sono segnalazioni alla Stazione forestale. A dirlo la Provincia di Trento sulla vicenda delle predazioni di lupi e orsi in valle del Chiese.
Negli scorsi giorni alcuni giornali del territorio hanno riportato la testimonianze e il racconto di Fabio Delpero, pastore che ha deciso di lasciare l'alpeggio in val Daone a causa della presenza, e dei danni, dei grandi carnivori.
"Non tornerò più, è la prima volta in tutta la mia vita che non tornerò", le parole del pastore alla Rai. "Si vive male con queste predazioni, troppi orsi e lupi, vanno contenuti. Di notte i cani che abbaiano e continuano a segnalare la loro presenza". Le predazioni di orsi e lupi, una trentina - viene spiegato - l'avrebbero indotto a scendere a valle.
Alla Provincia, però, non risulta nulla e invia una nota ufficiale. "In merito alle presunte predazioni da parte di lupi e orsi in valle Daone - si legge nella comunicazione di piazza Dante - non risulta alcuna denuncia presentata agli uffici competenti e segnalazioni pervenute alla Stazione forestale".
Per restare sugli orsi, la Provincia conferma invece che un cane è rimasto ferito dopo l'incontro con un esemplare e i suoi cuccioli. Un evento avvenuto domenica 17 agosto sopra malga Cengledino, verso il baito dei Cacciatori sul territorio di Tione (Qui articolo).












