"Quaranta famiglie isolate dopo la chiusura della strada", l'appello dei cittadini: "La via alternativa è troppo stretta, non ci passano camion dei rifiuti e mezzi di soccorso"
A Sopramonte il pericolo crollo di un vecchio edificio abbandonato ha costretto il Comune a chiudere un tratto di strada nel paese: così facendo però è rimasto isolato un pezzo di frazione accessibile solo da una stretta stradina. "Non ci passiamo con le auto, cosa succederebbe in caso di emergenza?"

TRENTO. Un vecchio edificio pericolante in stato di abbandono, qualche allarmante calcinaccio a terra lungo la via e la decisione del Comune di chiudere un tratto di strada a Sopramonte: l'episodio dello scorso 20 agosto sembrava essere un "caso chiuso", e invece a distanza di quasi 10 giorni qualcuno ne paga ancora le conseguenze.
La zona delle operazioni interessa un tratto di via del Regolin e di via del Dossol nella frazione di Trento abbarbicata sul versante occidentale del Monte Bondone. Durante il sopralluogo allo stabile abbandonato i vigili del fuoco avevano "verificato che le strutture interne sono instabili e che le pareti esterne sono degradate".
Insomma, strada chiusa per questioni di sicurezza: "L’accesso ai residenti - scriveva il Comune dando aggiornamenti sui crolli - è comunque garantito da strade alternative".
Sulla carta in effetti è così, ma alla prova dei fatti la realtà è più complicata: ad oggi infatti una parte dell'abitato di Sopramonte, quella verso il campo sportivo, è tagliata fuori dalla viabilità ed isolata, con tutte le conseguenze del caso.
A denunciare la situazione a il Dolomiti è stata una lettrice del nostro quotidiano, residente in quella zona e preoccupata da un quadro che non sembra prevedere sviluppi positivi all'orizzonte e da tante domande che non trovano risposte.
"Si tratta di circa 40 famiglie che per raggiungere le proprie abitazioni devono utilizzare una stretta stradina che si snoda tra le case - scrive la cittadina -, resa ancora di più difficile percorrenza dal fatto che in passato, forse proprio per ostruire il passaggio, sia stata ulteriormente 'ristretta' (foto in alto, ndr): a stento ci passano le utilitarie, impossibile affrontarla con auto più grandi".
Certo, si può lasciare la macchina in paese e poi raggiungere le case a piedi, ma lo scenario diventa più delicato quando si considera che per la stradina non passano i camion per il conferimento dei rifiuti e - in caso di emergenza - non potrebbero farlo nemmeno i mezzi di soccorso.
"Ci chiediamo: e se avessimo urgenze che necessitano l'intervento di un'ambulanza o dei vigili del fuoco? Da dove passano? Il Comune come ci garantisce il servizio in caso di emergenza? Noi residenti non abbiamo ricevuto nessuna informazione sulla tempistica di risoluzione della messa in sicurezza dell'edificio e apertura della strada. Non sappiamo nulla. Finora abbiamo sopportato con pazienza e comprensione, ma ora quella sensazione sta mutando in rabbia".
A confermare le criticità che stanno affrontando i residenti di Sopramonte è anche il presidente della Circoscrizione Bondone Dennis Daprà: "Il crollo ha causato la chiusura temporanea della strada, e quella alternativa per i residenti di una parte di Sopramonte è di difficile percorrenza, è vero: siamo al corrente di questa situazione e il Comune attraverso un'ordinanza farà procedere i proprietari dello stabile ad un'urgente e necessaria messa in sicurezza. Sono i privati insomma che devono mettere in sicurezza l'edificio per poi permettere al Comune di riaprire la strada garantendo l'incolumità di chi transita. La settimana prossima contiamo che si facciano passi in avanti concreti su questo fronte, che non stiamo affatto sottovalutando".












