Tra le prime su OnlyFans, mamma, modella e apicoltrice in Alto Adige: ''Tutto nato in reazione a un uomo possessivo. I primi anni richieste soft, oggi le cose più improbabili"
La content creator The Angel Face, tra le prime in Italia ad aprire un profilo su Only Fans, si racconta a il Dolomiti, dai percorsi della vita che l'hanno portata in Italia alla scelta di vendere contenuti per adulti: "Ho iniziato questo lavoro dopo una relazione con un uomo possessivo, per rivendicare la mia libertà. Negli anni è cambiato l'approccio degli utenti, prima le richieste soft, poi quelle sempre più spinte e improbabili"

BOLZANO. Le sue decine di migliaia di follower la conoscono con lo pseudonimo di "The Angel Face" ed è una delle prime content creator in Italia ad aver aperto un profilo OnlyFans, quasi dieci anni fa, creando e vendendo contenuti per adulti. Oltre a quello che traspare dal display, c'è però molto di più: 43enne, originaria della Slovacchia, vive da 25 anni in Alto Adige e oltre al lavoro di content creator è una "mamma a tempo pieno" e che inoltre lavora nell'ambito dell'apicoltura.
Intervistata da il Dolomiti, racconta la sua scelta di dedicarsi al mondo dell'adult entertainment – strettamente connessa alla sua storia personale – e come, nel corso degli anni, sia cambiato anche l'approccio degli utenti, fisiologicamente connesso all'evoluzione di una società in cui "è più facile sentirsi soli" e in cui è mutato anche il modo di rapportarsi con le piattaforme per adulti: dalle prime richieste "soft" fino a quelle più "fantasiose e improbabili, ma anche inaccettabili". La chiacchierata vira poi sulla "giornata tipo" della content creator e su una riflessione sulla sfida di conciliare la vita di tutti i giorni, anche famigliare, con una professione evidentemente "fuori dagli schemi".
Lei è nata vissuta per i primi 18 anni della sua vita in Slovacchia, cosa l'ha portata ad arrivare in Alto Adige e a diventare una content creator?
Il percorso della vita (sorride, ndr). Dopo essermi diplomata in Marketing e management ho voluto fare un'esperienza all'estero, in Germania, dove ho lavorato come babysitter. Lì ho conosciuto una ragazza che si è trasferita in Alto Adige e che mi ha proposto, nel 2000, di raggiungerla: qui ho fatto altre esperienze lavorative, principalmente nell'ambito della ristorazione, incontrando l'uomo che è diventato mio marito e da cui ho avuto due figlie, ora adolescenti. In questo periodo è nata anche la mia passione per il lavoro da modella, e ho iniziato a collaborare con un fotografo del posto che mi ha proposto di fare degli scatti di nudo artistico, e ho capito che l'ambito mi interessava. Poi la mia relazione sentimentale è terminata e negli anni mi sono avvicinata ad un'altra persona, che però ha dimostrato nei miei confronti un atteggiamento possessivo e negativo e quando abbiamo troncato in me è scattata la voglia di lanciarmi in questa avventura professionale, quasi per dimostrare il valore della mia libertà, lontano da giudizi e oppressioni.
E di qui la scelta di aprire, a pochissimo tempo dalla nascita della piattaforma, un profilo OnlyFans.
Esattamente. Parallelamente ho fatto altri lavori sia nel mio ambito di formazione che non, trovando stabilità come assistente in uno studio medico. Poi ho preso, mossa appunto da un particolare frangente, la scelta di aprire il profilo su OnlyFans, iniziando a creare i primi contenuti: all'inizio postavo dei contenuti più soft, come scatti di nudo artistico e sensuali, poi il numero dei fans è cresciuto, cosi come le richieste da parte loro.
Dieci anni sono tanti: è evidente come anche il modo di fruire di contenuti per adulti sia mutato. Che cambiamenti ha notato?
Parecchi, direi. Inizialmente percepivo che gli utenti si avvicinavano al mio profilo quasi come alla ricerca di compagnia, di un supporto, come se cercassero un'amica da remoto, anche se forse il termine è eccessivo. Poi negli anni le richieste si sono fatte via via più spinte e, se vogliamo, anche strane: questo perché le persone si approcciano in modo sempre più confidente a queste piattaforme e alla sessualità online.
Ci può raccontare come gestisce il suo profilo, ed il tipo di richieste che riceve?
Il mio profilo è gratuito, e i contenuti visibili in chiaro non sono assolutamente espliciti. Poi le richieste arrivano via messaggio privato e posso dire che si va da quelle normali, come la richiesta di giocare con il mio corpo, ma anche quelle più assurde: pensi che qualcuno arriva a chiedermi di filmarmi mentre emetto delle scorregge oppure mentre espleto dei bisogni fisiologici, richieste che naturalmente non ho mai assecondato. Insomma, possiamo dire che è un mondo molto vario e in cui non ci sono limiti alla fantasia, se così possiamo chiamarla (ride, ndr).
A "microfoni spenti" ci ha svelato che il suo bacino di utenti è molto ampio: chi la segue maggiormente?
Tantissime persone di tutte le età: si va dai ventenni, incuriositi nello scoprire una donna più matura di loro, ai mei coetanei, fino addirittura a persone parecchio anziane. Insomma, non c'è una regola.
Qualcuno le ha mai chiesto di incontrarla di persona?
Assolutamente sì. Nel tempo mi sono arrivate tantissime richieste di incontri personali, che però non ho mai accettato per scelta. Pensi che addirittura ci sono coppie disposte a pagare delle somme importanti per delle esperienze condivise, e addirittura mogli che mi chiedono di "avvicinarmi" al loro marito. Anche qui il ventaglio è molto ampio diciamo. Ma io lavoro solo online.
Entriamo nel dettaglio della sua professione, fa tutto da sola?
Sono autonoma, e molto tempo lo dedico alla creazione quotidiana dei contenuti, poi naturalmente c'è la sfera delle interazioni con gli utenti che richiede molto impegno, si va da quelli nuovi a quelli che sono, per così dire, "abituali" e con cui nel tempo si è creato un determinato feeling.
È il suo unico lavoro al momento?
Il lavoro di content creator occupa gran parte della mia giornata, ma lo associo ad una collaborazione nell'ambito dell'apicoltura: ho avuto la possibilità di avvicinarmi a quest'ambito, di cui mi sono molto appassionata, scoprendo le varie fasi di produzione e lavorazione del miele.
Ci descrive la sua giornata tipo?
Ho una vita normalissima, quella di una donna che vive sola con due figlie adolescenti: si immagini l'impegno soprattutto nel periodo della scuola. Quando non sono impegnata con il mondo dell'apicoltura, dedico gran parte della giornata alla creazione dei contenuti, cercando di trovare delle idee accattivanti per arrivare agli utenti, e poi per rispondere ai messaggi importanti. Capirà che l'impegno è grande.
La curiosità della maggior parte delle persone è relativa agli introiti di un lavoro come il suo.
Lo so (ride, ndr). Quello che posso dirle è che fino a qualche anno fa i guadagni erano di gran lunga maggiori, ma ora che il numero delle content creator è aumentato sensibilmente la concorrenza è spietata, e per stare al passo è necessario alzare sempre di più l'asticella del tipo di contenuti, ma sono convinta che ci debba essere sempre un limite. Diciamo che è un lavoro che mi garantisce delle entrate e che al contempo mi piace, ed è già un bel traguardo.
Ha avuto qualche difficoltà, negli anni, a gestire il modo in cui le persone, famigliari compresi, si rapportano con il suo lavoro?
Le dico subito che appena le mie figlie hanno avuto l'età per comprendere quello che faccio ho spiegato loro in cosa consiste, e loro lo accettano e mi supportano. La stessa cosa, voglio sottolinearlo, avviene anche nella mia rete sociale: ho avuto sempre la fortuna di essere appoggiata, anche quando ho ricevuto delle critiche. Naturalmente, al di là del mio caso personale, c'è un'altra faccia della medaglia: facendo la content creator è chiaro che non è facile trovare un partner che accetti e rispetti questa scelta, ed il rischio di rimanere soli è alto. Anche per quanto riguarda le amicizie, dal momento che lo spettro del "giudizio" è sempre dietro l'angolo.
Alla luce di quest'ultima riflessione, ha mai penato di smettere?
Certo, però poi mi rispondo sempre che nella vita, se non si danneggiano gli altri e se non si fa niente di male, è giusto fare quello che si ama.
Ha dei sogni professionali per il futuro?
Ovviamente non potrò fare la content creator per tutta la vita (ride, ndr). Basandomi sulle esperienze professionali passate, mi sono resa conto che quando lavoravo come assistente nello studio medico stavo bene, perché facevo qualcosa che mi consentiva di essere utile al prossimo. Ed è quindi la linea che vorrei seguire.
Ci serve l'assist per un'ultima domanda: sente di aiutare il prossimo anche con il suo lavoro di content creator?
Credo di sì: viviamo una società difficile in cui sentirsi soli è sempre più comune, e molte persone che si rivolgono a certe piattaforme lo fanno per cercare un appoggio, una compagnia, un'evasione dalla quotidianità. Penso che ci sia quindi un risvolto sociale utile nel lavoro della content creator, e questo messaggio dovrebbe passare anche dal punto di vista culturale, per vincere determinate preclusioni.












