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| 04 mag 2025 | 20:31

Tragedia nel mondo del ciclismo: il 31enne Michele Negri muore dopo una terribile caduta in discesa. Il ricordo della sua società: "Sarai sempre con noi"

Mentre i corridori affrontavano un tratto in discesa, all'interno del territorio comunale di Berbenno, Negri ha perso il controllo della bici in una curva e si è schiantato contro un muro situato vicino alla Chiesa parrocchiale. Il 31enne, originario di Sant'Angelo Lodigiano, è deceduto praticamente sul colpo

Tragedia nel mondo del ciclismo: il 31enne Michele Negri muore dopo una terribile caduta in discesa

BERGAMO. Un'immane tragedia scuote il mondo del ciclismo italiano.

 

Quest'oggi - domenica 4 maggio - il cicloamatore Michele Negri, 31enne originario di Sant'Angelo Lodigiano e residente a Cavenago d'Adda, ha perso la vita dopo una terribile caduta in discesa mentre partecipava alla 27esima edizione della "Gran Fondo Internazionale BGY di Bergamo".

 

Negri correva per il Team Mp Filtri di Milano, una delle società più attive e prestigiose del panorama amatoriale italiano: quando mancavano circa 45 chilometri all'arrivo, il 31enne, atleta di spicco a livello nazionale, si trovava nelle prime posizioni del gruppo.

 

Mentre i corridori affrontavano un tratto in discesa, all'interno del territorio comunale di Berbenno, Negri ha perso il controllo della bici in una curva e si è schiantato contro un muro situato vicino alla Chiesa parrocchiale.

 

Immediatamente sono scattati i soccorsi: il ciclista indossava il casco, ma l'impatto con il muro è stato devastante, con il giovane ciclista che è deceduto praticamente sul colpo. Da Bergamo è decollato anche l'elicottero e i sanitari hanno cercato di rianimare il 31enne lodigiano, ma ogni tentativo è risultato vano.

 

Il presidente del Team Mp Filtri, Marco Bardazzi, e i compagni di squadra lo hanno ricordato così: "Ciao Michele, eravamo abituati a vederti perdere qualcosa, in discesa. Sapevi che non era il tuo forte, e non avevi nessuna voglia di rischiare, tanto rientravi nella salita successiva. Quando stavi bene, non avevi molti rivali, quando c'era da andare in alto. Oggi ci siamo girati, e abbiamo visto che non ci hai ripreso. Ci siamo preoccupati, poi angosciati, e poi disperati. Conosciamo bene i rischi che corriamo, ma scacciamo sempre il pensiero che possa toccare a noi o a uno di noi. Sappiamo che eri felice, sulla bicicletta, e noi eravamo felici insieme a te. Dobbiamo ostinarci a continuare a pensarlo, a continuare a essere sicuri che tanto, prima o poi, ci riprendi in salita. Sarai sempre con noi".

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