Trasportava 67 chili di cocaina nel camion, condannato a 4 anni. Tosi: ''Pena ridicola. Il messaggio è che in Italia si può trafficare droga impunemente. Esito scandaloso''
Un anno fa un camionista greco era stato fermato a Trento Nord perché ondeggiava lungo l'A22. In cabina di guida aveva un cagnolino e nella paratia un vano segreto con una montagna di cocaina per un valore di 5 milioni di euro. Davanti al Gup ha patteggiato e chiesto i domiciliari in Grecia. “Comodamente a casa sua” chiosa sarcastico Tosi, che definisce questo epilogo giudiziario “scandaloso”

TRENTO. “Quattro anni sono una pena ridicola”. E' questo il commento dell'eurodeputato Flavio Tosi, commissario provinciale a Trento di Forza Italia, a proposito della pena comminata - dopo patteggiamento davanti al Gup del Tribunale di Trento - a un camionista greco che nel giugno dell’anno scorso fu scoperto a trasportare 67 chili di cocaina e fu fermato a Trento Nord.
Una vicenda incredibile anche perché quella enorme quantità di cocaina al 'mercato' avrebbe fruttato circa 5 milioni di euro e avrebbe rappresentato una commessa molto importante per i canali della droga. Il mezzo era stato notato lungo l'A22 che sbandava vistosamente. Fermato all'altezza del casello autostradale di Trento Nord, era stato possibile accertare che la causa della distrazione del camionista era la presenza a bordo di un vivace cagnolino in cabina di guida.
Il successivo controllo della patente di guida e dei documenti di trasporto ha consentito poi di stabilire che il camion era proveniente dall'Olanda e guidato da un 46enne di nazionalità greca. Alla richiesta di aprire il semirimorchio del mezzo pesante, il 46enne si è mostrato molto nervoso: dopo un'accurata ispezione effettuata dalle unità cinofile, è stato possibile scovare un vano segreto, nascosto da una paratia, dove erano contenuti 60 panetti avvolti in nastro da pacchi, contenenti complessivamente oltre 67 chili di cocaina.
Tosi ricorda che “per traffico di stupefacenti'' ''si può arrivare a 20 anni, in certi casi anche 30'', mentre nella fattispecie “si danno solo 4 anni e una multa, e forse nemmeno il carcere”. Infatti, l’autotrasportatore 46enne ha chiesto i domiciliari in Grecia, “comodamente a casa sua” chiosa sarcastico Tosi, che definisce questo epilogo giudiziario “scandaloso”. Tosi afferma: “Certamente un sistema giudiziario che si mostra così morbido non costituisce un deterrente, anzi. Qual è il messaggio che si dà? Che in Italia, e in questo caso a Trento, si può trafficare droga impunemente? La vicenda è preoccupante”.












