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| 17 ago 2025 | 13:27

Un'operazione di salvataggio lunga otto ore, nel cuore della notte. Per salvare un disperso arriva anche l'elicottero dell'Aeronautica Militare. L'incredibile racconto

L'elicottero dell'Aeronautica Militare è arrivato alle 2.30 e, dopo aver raggiunto il punto indicato dall'elicottero che lo aveva "preceduto", ha sbarcato un soccorritore, che è stato raggiunto a piedi dal runner, un uomo di 46 anni della zona, che segnalava la propria posizione tramite una luce. Si trovava in una zona particolarmente impervia. Recuperato, presentava solamente una leggera ipotermia

Un'operazione di salvataggio lunga otto ore, nel cuore della notte

CLAUT (Pordenone). Un intervento di quasi otto ore, definito dallo stesso stesso Soccorso Alpino come "un'operazione di grande rilievo, che ha messo in campo tutte le competenze tecniche, strategiche, operative e di coordinamento delle varie forze in campo".

 

Alle 4.30 di stamattina - domenica 17 agosto - i tecnici hanno portato in salvo un escursionista di 46 anni che ieri non aveva fatto rientro alla propria auto e risultava disperso nella zona del Col Nudo.

 

Imponente il dispiegamento di forze messo in campo: alle operazioni hanno partecipato 15 tecnici e un anestesista rianimatore del Soccorso Alpino e Speleologico della stazione Valcellina, l'elisoccorso regionale, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, i carabinieri di Cimolais, la Protezione Civile, i vigili del fuoco con i droni e il Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali dell'Aeronautica Militare di Poggio Renatico.

 

E' stata la moglie dell'uomo ad allertare i soccorsi, non avendo più notizie dell'uomo. I soccorritori hanno ritrovato l'auto dell'uomo a Cellino di Sopra, il punto di partenza dell'escursione. In quel momento era ancora in corso un temporale sulla conca di Claut, che fortunatamente si stava però esaurendo.

 

Durante il successivo briefing dei soccorritori si è appreso che, proprio sabato 16 agosto, un soccorritore della stazione Valcellina era salito in cima al Col Nudo e aveva incontrato un uomo che scendeva dalla cima che, dopo un'ulteriore verifica, è stato certificato fosse il disperso. Il "runner" e il tecnico del Soccorso Alpino avevano scambiato alcune parole sul possibile itinerario di rientro, soprattutto sui tratti privi di segnavia Cai, che in alcune varianti del percorso potevano essere intrapresi e che l’escursionista avrebbe contemplato di affrontare.

 

Mentre veniva appurato che l'uomo non era arrivato al rifugio Casera Ditta, la Guardia di Finanza otteneva le informazioni riguardo le celle telefoniche agganciate dall'apparecchio dell'uomo, che si trovava sul versante friulano e non su quello veneto. Appena l’elicottero dell’elisoccorso regionale del Friuli Venezia Giulia si è liberato da una missione in corso, ha raggiunto la base di Claut.

 

L’elicottero dell’elisoccorso regionale può effettuare ricerca notturna con strumentazione adeguata, visori notturni NVG e termocamera ma può effettuare sbarchi solo in certi punti prestabiliti e, per questo motivo, è stata preallertata anche l’Aeronautica Militare, il cui elicottero HH-139B dell’83º Centro SAR del 15º Stormo - decollato poi da Cervia - può effettuare tutti i tipi di operazioni e a bordo ha anche la strumentazione per rilevare a terra la presenza di un cellulare indipendentemente dalla copertura di rete, se il cellulare è acceso e in ricerca rete.

 

Esaurita la perturbazione locale e verificate le condizioni meteo ambientali, l'elicottero è decollato e, durante il secondo sorvolo, ha individuato una prima luce, risultata poi quella del rifugio Casera Ditta.

 

Proseguendo la perlustrazione alle 22.40 è stata individuata una seconda luce che pareva lampeggiare. Abbassando la quota del sorvolo si è capito che a muovere la luce era una persona illuminata chiaramente grazie ai potentissimi fare di bordo da una distanza di circa 100 metri. L’elicottero, dopo aver rilevato la posizione precisa dell’escursionista, è poi rientrato campo base - e poco dopo, riattivato per un incidente stradale, è andato via - non essendovi punti vicini per sbarcare le squadre in notturna.

 

Comunicato all’Aeronautica Militare l’esito della ricognizione e fornite le coordinate, è stato richiesta la presenza di un medico anestesista, che è partito da Udine e si è spostato il campo base presso l’Aviosuperficie di Pinedo che per dimensione e caratteristiche poteva ospitare l’elicottero militare ed altri elicotteri.

 

Alle 2.30 è atterrato l’elicottero militare, ha imbarcato due soccorritori della stazione Valcellina a bordo ed è ripartito alla volta della posizione individuata dall’elicottero precedente. L’escursionista si trovava sul fondo di una valle molto incassata con un torrente, con pareti ai lati, versanti ripidi e vegetazione. I tecnici presenti a bordo hanno capito che il fondovalle era percorribile e hanno preparato e compiuto lo sbarco al verricello dell’aereo soccorritore militare cento metri a valle del disperso, sull’alveo privo di vegetazione.

 

Appena sbarcato si è visto che la luce dell’escursionista si muoveva verso di lui: la persona ha raggiunto da sola il soccorritore. Verricellato a bordo, l’escursionista è stato portato al campo base e visitato dai sanitari dell’ambulanza e dal medico del Soccorso Alpino: aveva solo una leggera ipotermia ed è potuto rientrare autonomamente a casa.

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