“Ziglio conosce la macchina, scelta giusta per garantire stabilità”. L’Ordine dei Medici sul futuro della sanità trentina, sui cambi ai vertici Apss: “Non sono negativi”
A inizio settembre l'attuale dirigente generale dell'assessorato alla Salute, Antonio D'Urso, inizierà il nuovo lavoro a Perugia. A sostituirlo, come già anticipato nei giorni scorsi, potrebbe arrivare il dottor Andrea Ziglio, una scelta giudicata positiva dall'Ordine dei Medici del Trentino. De Pretis: "Conosce la macchina della sanità ed è un aspetto importante. Davanti abbiamo diverse sfide da affrontare e serve stabilità"

TRENTO. Il futuro della sanità trentina passa attraverso scelte delicate, a partire dalla possibile nomina del dottor Andrea Ziglio a capo della direzione generale dell'assessorato alla Salute della Provincia.
Una decisione che, secondo il presidente dell’Ordine dei Medici, Giovanni De Pretis, “rappresenterebbe un segnale di stabilità in un sistema che ha bisogno di progettualità a medio termine”. In un momento cruciale come quello che la sanità trentina sta vivendo in questi mesi, garantire la continuità rappresenta un obiettivo fondamentale.
Dalla trasformazione dell'Apss in Asuit alle carenze di medici nelle comunità di valle sono davvero tanti i punti sui quali ci si dovrà confrontare. Ma in questi giorni si parla anche di possibili cambi ai vertici dell'Apss, e potrebbero riguardare Emanuela Zandonà, direttrice del Servizio ospedaliero provinciale o Giuliano Mariotti direttore sanitario.
“Abbiamo scadenze imminenti e riforme cruciali da portare avanti” ci dice il presidente dell'Ordine dei Medici in Trentino.
Presidente De Pretis, il futuro direttore generale della sanità in Trentino potrebbe essere il dottor Andrea Ziglio. Un professionista che già conosce la macchina della sanità trentina, lei cosa ne pensa?
È chiaro che questo ruolo rappresenta un punto importante perché la direzione del dipartimento è importante. La scelta precedente del dottor D’Urso ci ha portato una persona competente, ma è chiaro che è importante anche la continuità. Questi momenti brevi di lavoro e di direzione possono portare a qualcosa, ma abbiamo bisogno in particolare di lavorare con progettualità a medio termine. È molto importante la continuità.
La scelta di Ziglio sarebbe molto positiva per due aspetti: per prima cosa, andando su una persona che ha radici trentine, è molto più facile che si trattenga a lungo. La seconda cosa, invece, è che a mio avviso, in una fase in cui abbiamo delle scadenze importanti vicine, è fondamentale avere una persona che conosca la realtà sanitaria trentina. Il dottor Ziglio è un professionista, ha una buona esperienza fatta anche al di fuori di questa provincia e questo è importante. È una scelta positiva anche in un senso generale: non dobbiamo pensare di favorire i trentini, ma se ce ne sono con qualità professionali importanti sono le persone più adatte.
Davanti abbiamo una riforma della sanità. Doveva essere presentata a inizio agosto dall’assessore Tonina ma è stata rimandata. Cambierà completamente gli attuali modelli, quanto sarà cruciale per il futuro delle nostre comunità?
È un passaggio “obbligato” ed è la conseguenza dell’attivazione dell’Università a Trento. È un’ottima opportunità. Questa integrazione fra parte universitaria e quella ospedaliera può favorire sia la venuta di persone con competenze elevate e con esperienza accademica, ma anche attrarre nuovi giovani medici che in una struttura ospedaliera universitaria hanno più occasioni di ricerca clinica e una situazione più stimolante.
È molto importante anche vedere come verrà applicata l’Asuit. Sarà fondamentale l’integrazione fra chi lavora in ospedale e chi avrà la duplice funzione con l’Università. Non devono crearsi scontri, ci deve essere estrema attenzione da parte di tutti per favorire l’integrazione.
C’è poi anche l’attivazione delle Case di Comunità.
Siamo davanti, in questo caso, a una situazione difficile per la carenza di medici. È molto importante mantenere appetibile l’attività di medico di medicina generale perché il rischio è quello di perdere i professionisti che abbiamo e di non attrarne di nuovi. In questo senso è molto positiva la recente firma del contratto. Di certo, sono molto perplesso sull’ipotesi di trasformare i medici di medicina generale in dipendenti, perché penso che una buona parte di questi abbia fatto determinate scelte per mantenere la propria autonomia. Rischiamo che scelgano altre strade.
In questi giorni si susseguono voci su possibili cambi ai vertici dell’Apss. Sono positivi o controproducenti in un momento cruciale come quello che la sanità sta vivendo?
A mio parere, un cambio o qualche modifica, non sono negativi. L’importante, in particolare in questa fase, è la qualifica del professionista e la conoscenza della sanità trentina.












