"Abbiamo sentito uno sparo vicino alla colonia felina, poi la drammatica scoperta. Così un cacciatore ha ucciso il nostro Micio"
Il racconto: "Abbiamo sentito uno sparo vicino alla colonia felina, che sorge tra bosco e campi. Poi, giunti sul posto, la terribile scoperta"

TRENTO. E' stato ucciso e abbandonato sul posto, poi ancora rinvenuto da chi si prendeva cura lui: una persona, quest'ultima, che si è ritrovata purtroppo a scoprire, con rabbia e incredulità, l'orrore di quanto accaduto.
La storia, che vede protagonista un gatto, viene raccontata a Il Dolomiti da Grazia Nardelli, che anticipa: "Fino a pochi giorni fa c'era una piccola colonia felina in località Le Gorghe, sopra Vigo Meano, sulla collina di Trento. La colonia è ormai ridotta a soli tre esemplari (un tempo se ne contavano almeno 7 ndr) e c'è da chiedersi il perché. Di loro si prende cura, con amore e dedizione, mia zia, che negli scorsi giorni si è ritrovata dinanzi ad una terribile scena".
Tutto sarebbe avvenuto la sera del 15 ottobre, attorno alle 19: "Mentre calava il buio, nella zona della colonia felina, che sorge tra il bosco e dei campi, si è sentito uno sparo, seguito dal rumore di un'auto che si allontanava. Il pensiero è andato subito al peggio".
Secondo quanto spiegato da Grazia, il campo sarebbe "frequentato da un cacciatore, che è stato visto allontanarsi dopo lo sparo". Sul posto è poi accorsa la zia di Nardelli, che ha constatato il più temuto degli epiloghi: "Uno dei tre mici della colonia era morto, ucciso da un proiettile".
Si trattava, tra l'altro, di un gatto al quale la custode della colonia era molto affezionata: "Quel micio seguiva ovunque mia zia, la cercava: era come un cagnolino - ricorda -. Chi ha compiuto quel gesto non soltanto ha ucciso un animale innocente, ma ha anche strappato a mia zia un 'amico' capace di donare amore e conforto".
Per il momento la famiglia non ha sporto denuncia, ma valuterà il da farsi: "Sicuramente segnaleremo il fatto alla Forestale - conclude Nardelli -. Resta, a prescindere, l'enorme dispiacere per l'accaduto".














