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FVG
09 giugno | 19:27

Bottiglie, scarpe, una lavatrice: boschi usati per gettare la spazzatura, ma le fototrappole incastrano gli autori. Per 6 persone multe da 2.500 euro

La forestale ha scoperto almeno due aree nelle quali sorgono discariche abusive. La zona è quella di Ovasta, frazione di Ovaro in provincia di Udine

OVARO (UDINE). Bottiglie, scarpe, attrezzi agricoli e perfino una lavatrice: c'è davvero di tutto tra i rifiuti accumulati illegalmente da diversi anni lungo alcune aree boschive che circondano Ovasta, frazione del comune di Ovaro in provincia di Udine. Un'operazione della guardia forestale del comando di Villa Santina ha infatti scoperto almeno due grandi discariche abusive composte da immondizia di vario genere.

 

Una delle due aree di accumulo si estende inoltre su una proprietà comunale non distante dal Cammino delle Pievi, un percorso creato sulla falsariga del cammino di Santiago per valorizzare le pievi e i santuari della Carnia, e che invece si ritrova per un'ampia porzione contornato dalla spazzatura. Ma amministrazioni e forestali non sono rimasti a guardare e hanno posizionato una serie di fototrappole nella zona. In questo modo sono stati ritratti e incastrati alcuni responsabili nell'atto di abbandonare illegalmente dei rifiuti.

 

Sei sono le persone che nel complesso sono state denunciate dalle forze dell'ordine, e sono state sanzionate ciascuna con una multa da 2.500 euro, come previsto dalle norme in materia di smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi. Il comune di Ovaro ha già avviato delle operazioni di bonifica, ma l'intervento si preannuncia non semplice, data l'estensione del sito e la grande quantità di materiale presente.

 

Secondo le stime fornite dalla forestale, l'accumulo illegale di rifiuti nelle due aree scoperte sarebbe il risultato di un'attività decennale di scarichi abusivi, che hanno fortemente degradato la zona. Il corpo forestale regionale ha inoltre ricordato come l’abbandono di rifiuti costituisca un reato sanzionato con ammende che possono arrivare fino a 18.000 euro, ribadendo l’importanza del rispetto del territorio soprattutto nelle aree montane e naturalistiche, sempre più esposte a fenomeni di abbandono illegale.

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