Calcolano male i tempi dell'uscita e si ritrovano in una zona che non conoscono: due climber salvati nella notte dal Soccorso Alpino
Due giovani climber non riuscivano a rientrare dal Monte Brento. Dopo aver effettuato la lunga calata in corda doppia per scendere dalla via "L'aspettativa dei monti superiori", sulla parete est del Brento, i due climber si sono ritrovati al buio in una sezione di sentiero particolarmente esposta che non riconoscevano. I tecnici del Soccorso Alpino li hanno raggiunti a piedi e accompagnati a valle

DRO. Hanno calcolato male i tempi dell'uscita e si sono ritrovati, al buio, bloccati in una zona che non conoscevano.
Due climber di origine lombarda di circa 30 anni sono stati salvati dai tecnici del Soccorso Alpino nella serata di ieri, domenica 12 aprile: entrambi non erano più in grado di rientrare dal Monte Brento, sopra l'abitato di Dro.
Dopo aver effettuato la lunga calata in corda doppia per scendere dalla via "L'aspettativa dei monti superiori", sulla parete est del Brento, i due climber si sono ritrovati al buio in una sezione di sentiero particolarmente esposta che non riconoscevano.
Il rientro presenta, infatti, una porzione di sentiero delicata, che si trova su ghiaioni e con diversi salti di roccia.
A quel punto, attorno alle 21, spaventati e impossibilitati a proseguire, i due climber non hanno potuto far altro che allertare i soccorsi: la Centrale Unica di Emergenza ha allertato la stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. Visto che non vi erano "urgenze" di tipo sanitarie, i tecnici hanno deciso di intervenire via terra.
A bordo di un fuoristrada sei operatori sono giunti alla base del Monte Brento e, percorrendo il sentiero di avvicinamento, hanno raggiunto a piedi i due giovani e poi li hanno riaccompagnati a valle sino al punto in cui avevano lasciato l'auto.
L'intervento si è concluso attorno all'1 di notte.












