Caos scuole dell'infanzia, Kompatscher: "Nessun aumento delle tariffe per le famiglie. Non abbiamo mai avuto intenzione di rendere più cari i servizi"
Il Presidente parla di un cortocircuito comunicativo: "Pensavamo che i tecnicismi che definiscono le nuove tariffe fossero chiari. La delibera aveva una precisa volontà: venire incontro alle famiglie anche in quei paesi e quelle piccole città periferiche dove le abitudini sono cambiate e ora c'è bisogno del tempo prolungato"

BOLZANO. Alla fine gli aumenti non ci saranno e le famiglie altoatesine potranno tirare un sospiro di sollievo.
A confermalo il Presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher che questa mattina (mercoledì 25 marzo) si è confrontato con il sindaco di Bolzano Claudio Corrarati e con l'assessora meranese Antonella Costanzo.
“C'è stato un cortocircuito comunicativo. Non avevamo intenzione di rendere più caro il servizio, soprattutto quelli già in essere – spiega immediatamente il Presidente, raggiunto telefonicamente.
“La delibera con la quale sono stati ridefiniti gli importi per le rette delle scuole dell'infanzia ha voluto tenere in considerazione alcune situazioni particolari che si verificano soprattutto nelle piccole realtà - spiega il governatore - La dove storicamente le scuole dell'infanzia il pomeriggio sono chiuse, oggi ci sono altre necessità. Anche nei paesi periferici le coppie lavorano e la richiesta di strutture aperte il pomeriggio si è fatta importante".
"Abbiamo quindi ridefinito gli importi massimi mensili a 81€ per l’orario regolare e 106€ per l’offerta prolungata, richiesta pervenuta peraltro dal Consorzio dei Comuni. L’aumento risultava effettivamente minimo, con 4 € in più al mese per il tempo prolungato. Con la delibera n. 1 del 5 gennaio 2026 però la Giunta Provinciale ha ridefinito gli aumenti relativi all’offerta prolungata: mantenendo gli 81€ per l’orario regolare, è stato definito un importo aggiuntivo forfettario compreso tra 4 e al massimo 5 euro per ogni pomeriggio, che può essere stabilito dai Comuni".
Quindi ogni Comune può decidere per sé. "Magari alcune scuole diminuiscono la tariffa mattutina e aumentano quella pomeridiana", spiega il Presidente.
Facciamo un esempio pratico: alcuni comuni, come Bolzano, applicheranno uno “sconto” sulla quota mattutina per chi usufruisce del tempo prolungato, garantendo che il totale per il tempo prolungato resti fermo ai soliti 102 euro senza che le casse municipali subiscano perdite, poiché la redistribuzione dei costi tra le diverse fasce orarie permetterà di incassare la medesima cifra complessiva.
“I Comuni non sono obbligati ad aumentare le tariffe delle scuole dell'infanzia e i genitori non dovranno pagare di tasca loro gli aumenti”, aggiunge dunque Kompatscher.
“Quello che conta è il risultato. Quello che è certo è che gli aumenti non peseranno sulle tasche di nessuno, soprattutto su quelle dei genitori”, commenta soddisfatto il Sindaco di Bolzano Claudio Corrarati.
La decisione arriva a sorpresa, dopo che nella serata di martedì alcune decine di genitori hanno organizzato una manifestazione in piazza Municipio proprio per chiedere direttamente al sindaco di intervenire sulla questione. (QUI l'articolo nel quale vi abbiamo raccontato la protesta)
Ma il Presidente ribadisce: “Questi dettagli, visto che hanno creato solo una grande confusione, verranno chiariti in una delibera, in modo che non si verifichino più incomprensioni”.












