Chiuso un locale in centro: la Polizia trova 150 giovani nel seminterrato durante un evento musicale. Lo spazio è privo di uscite di sicurezza e impianto di aerazione
Già nel 2023 e nel 2025 la Polizia di Stato era intervenuta più volte per lo svolgimento abusivo di serate con dj set e spettacoli danzanti al piano interrato del locale, allestito come una vera e propria discoteca, in totale assenza delle necessarie autorizzazioni ed in violazione di leggi e regolamenti, per le quali erano state irrogate sanzioni amministrative ed avanzate denunce all'Autorità Giudiziaria

TRENTO. Quando gli agenti della Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Trento, lo scorso 3 ottobre, sono entrati nel locale hanno trovato 150 ragazzi all'interno del seminterrato: a quel punto hanno interrotto l'evento musicale in corso e fatto defluire tutte le persone per motivi di sicurezza, ordinando al gestore l'immediata chiusura dell'esercizio pubblico.
Il motivo? "Le gravi e intrinseche criticità strutturali dei locali sotterranei ritenuti del tutto inadeguati a ospitare un tale volume di persone e un evento di quel genere, la totale assenza di uscite di sicurezza, la presenza di un'unica via di afflusso e deflusso, la mancanza di un sistema di aerazione, fondamentale in caso d'incendio e diffusione di gas tossici".
Il successivo provvedimento, adottato nei confronti di un esercizio pubblico di via Suffragio (a Trento), è stata la chiusura dell'attività per 15 giorni disposta dal Questore di Trento.
Già nel 2023 e nel 2025 la Polizia di Stato era intervenuta più volte per lo svolgimento abusivo di serate con dj set e spettacoli danzanti al piano interrato del locale, allestito come una vera e propria discoteca, in totale assenza delle necessarie autorizzazioni ed in violazione di leggi e regolamenti, per le quali erano state irrogate sanzioni amministrative e avanzate denunce all'Autorità Giudiziaria.
Il provvedimento, notificato oggi - mercoledì 7 ottobre -, con apposizione dei sigilli, è "in linea con la consolidata giurisprudenza amministrativa che ne riconosce l'urgenza intrinseca a tutela del bene primario della collettività e mira a interrompere la condotta abusiva e pericolosa del gestore, ripristinando le condizioni di sicurezza a fronte di una situazione che genera grave pericolo".














