"Chiusura galleria Dom per lavori, serve confronto per tutelare i pendolari", l'allarme della Cgil: "Ogni giorno mille lavoratori coinvolti, saranno mesi di calvario"
La presa di posizione del sindacato sulla chiusura per lavori prevista per la galleria Dom tra la Val di Ledro e Riva del Garda: "I lavori sono necessari ma la questione va affrontata, in caso contrario i pendolari dovranno affrontare cinque mesi di calvario e non lo riteniamo né giusto né sostenibile"

TRENTO. "Chiusura galleria Dom per lavori: ogni giorno mille lavoratrici e lavoratori si spostano dalla Val di Ledro: si apra un confronto per tutelare i pendolari". La richiesta arriva direttamente dai sindacati Fiom, Slc e Filctem della Cgil del Trentino che rimarcano come gli orari della chiusura programmata debbano tenere conto delle esigenze di queste persone.
Ma ricapitoliamo. Tra settembre e ottobre, spiegano le sigle, scatterà la chiusura notturna della galleria Dom, tra Riva del Garda e la Val di Ledro, nell’ambito dei lavori di sistemazione annunciati dalla Provincia e, secondo il cronoprogramma, per i primi cinque mesi la galleria resterà chiusa dalle 22 alle 6.
Un orario che, spiegano le sigle, "rischia di mettere in grande difficoltà lavoratrici e lavoratori che ogni giorno lasciano la valle per le fabbriche della Busa". Per loro che operano su turni, viene sottolineato, l’orario di chiusura della galleria diventa un disagio importante dal momento che alle 6, in alcuni casi prima, comincia il turno mattutino e alle 22 si conclude quello pomeridiano.
“Ci rendiamo conto che gli interventi sono necessari e non lo mettiamo in discussione – mettono le mani avanti Michele Guarda della Fiom, Antonio Mele della Slc Cgil e Mario Cerutti della Filctem – chiediamo però che prima dell’avvio dei lavori si affronti la questione ad un tavolo con le istituzioni e le parti sociali, sindacati e imprese, per ridurre il più possibile l’impatto negativo di questa chiusura sulla vita dei pendolari. In caso contrario dovranno affrontare cinque mesi di calvario e non lo riteniamo né giusto né sostenibile”.
Nella zona del basso Sarca e della Vallagarina, spiegano, ci sono diverse industrie tra cui Dana/Alison, quattro cartiere, la Omr, la Aquafil e sono oltre un migliaio le lavoratrici e i lavoratori che lasciano ogni giorno la Val di Ledro per raggiungere queste realtà.
E poi l'auspicio del sindacato "che si possa trovare una soluzione spostando l’orario di interruzione del traffico così da farlo coincidere con la scansione dei turni delle industrie".
La proposta è quella di ragionare anche su un trasporto pubblico dedicato, almeno per chi deve cominciare il turno della mattina e per chi torna a casa dopo quello notturno. Oppure ancora quella di predisporre delle convenzioni con bed and breakfast o hotel.
“Noi riteniamo che si possa ragionare con la Provincia per trovare un sistema alternativo. In questi giorni scriveremo alla Pat e alle amministrazioni comunali: se si è trovata una soluzione per le festività natalizie, crediamo si debba trovare anche per le lavoratrici e i lavoratori”, concludono i rappresentanti delle tre sigle Cgil.


















