"Cielo sereno con qualche nube, poi giorni di possibili precipitazioni". Ecco il punto di Giacomo Poletti, che spiega il fenomeno della "neve che galleggia sull'acqua"
Il punto meteo di Giacomo Poletti, con alcune curiosità sulla "neve che cade nell'acqua" e sui "giorni della merla"

TRENTO. Una previsione invernale tutto sommato stabile, con ampie schiarite e qualche nube in quota, che caratterizzeranno i primi giorni di febbraio.
Ad analizzare la situazione meteo per i prossimi giorni in Trentino è Giacomo Poletti, ingegnere ambientale e punto di riferimento per la comunità metereologica in Provincia.
Entrando nello specifico, sabato 31 gennaio sarà simile alla giornata di oggi, 30 gennaio, con "tempo asciutto, ma con un tappeto di nubi basse a inizio mattina pur non continuo, poi si apre bene con sereno prevalente". Nel pomeriggio non si escludono "possibili cumuli sulle cime, legati al vento non forte da sud in quota". Per quanto riguarda le temperature, "lo zero termico cala un po', sui 1200-1300 metri a metà giornata".
Domenica 1 febbraio il tempo sarà migliore, con cielo "sereno o al più velato per poche ore". Nel pomeriggio, spiega Poletti, potrebbe "risalire umidità dalla Val Padana, con possibili foschie o nubi basse soprattutto nelle valli meridionali trentine, come Giudicarie, Valle dei Laghi e Vallagarina. Lo zero termico si manterrà sui 1300-1400 metri, con un venticello da nord in quota".
"Lunedì 2 febbraio resterà asciutto, ma potrebbero tornare le nuvole basse un po' più invasive, con una giornata grigia in alcuni fondovalle", prosegue.
Le previsioni si spostano poi su martedì 3, mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio, "tre giorni con probabili precipitazioni, ma da valutare, ci sono ancora incertezze", spiega l'ingegnere che prosegue: "Probabile una quota neve inizialmente medio/bassa, poi in netto aumento per l'ingresso mite".
Infine alcune curiosità scientifiche: tra le immagini più curiose degli ultimi giorni, "interessanti nelle fotografie di Giampaolo Rizzonelli è la spessa 'poltiglia di neve' rimasta per qualche ora a galleggiare sul lago di Levico". Un fenomeno che ha una spiegazione ben precisa: "L'acqua, infatti, assume la sua massima densità a 4 gradi - spiega Poletti - e durante l'inverno, mano a mano che la superficie del lago si raffredda, l'acqua raggiunti i 4 gradi affonda fin che tutta la colonna d'acqua arriva ai 4 gradi. Un ulteriore raffreddamento dell'acqua in superficie non porta ad affondamenti, dato che a 3 gradi, 2 o 1 grado, l'acqua è più leggera di quella sottostante e quindi resta in superficie".
"Come sappiamo - prosegue l'ingegnere - se il raffreddamento prosegue, il lago a un certo punto si ghiaccia, come ad esempio il lago Serraia di Pinè. Se però nevica quando l'acqua si trova proprio a temperature di poco sopra zero gradi, senza che il vento la rimescoli troppo, la neve resta a galleggiare senza fondere e crea una particolare poltiglia, nella foto solcata da anatre e folaghe".
Un fenomeno già osservato anche in passato da Poletti, sul lago di Caldonazzo, e relativamente frequente in quota: "La stessa cosa accade in Artico a temperature più basse dove l'acqua di mare gela attorno a -2 gradi per via del sale, formando vari tipi di ghiaccio fra cui il pancake ice".
Un’altra curiosità riguarda i cosiddetti “giorni della merla”.
"Da noi non sono i più freddi dell’anno - spiega - dato che a fine gennaio le temperature sono già in crescita perché siamo in un territorio montuoso continentale. Sul mare, invece grazie all'inerzia termica, a fine gennaio si tocca spesso il minimo annuo, da qui il detto italico dei giorni più freddi dell'anno per quasi tutte le località costiere e del Centro/Sud Italia".
Infine, il bollettino valanghe. "Massima attenzione. Siamo - conclude Poletti - a un livello marcato oltre il limite del bosco, consultare sempre il bollettino ufficiale".












