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FVG
03 marzo | 21:15

Con la "truffa del finto carabiniere" sottraggono denaro e gioielli (compresa la fede) a un'anziana: la polizia ferme tre persone

L'appostamento della polizia, poi il blitz al casello dell'autostrada, così è stata sgominata una banda che raggirava persone anziane e le derubava dei loro valori. Le tre persone fermate dalle forze dell'ordine avevano messo a segno due colpi in poche ore

UDINE. Si sono fatti dare 8.500 euro tra contanti e gioielli, poi hanno strappato al collo dell'anziana una catenina e l'hanno obbligata anche a consegnare la fede nuziale prima di provare a scappare in auto. Tre le persone, tra cui una donna incinta, fermate dalla polizia dopo aver messo a segno "la truffa del finto carabiniere". Non solo il gruppo è accusato di essere responsabile di una serie di altri episodi simili nel Friulano.

 

L'operazione della polizia di Udine è scattata sabato 28 febbraio quando gli agenti della squadra mobile hanno iniziato a seguire gli spostamenti di un'auto sospetta che ha raggiunto l'abitato di San Pietro al Natisone. Lì, i poliziotti si sono appostati in agguato seguendo l'evolversi degli eventi.

 

Un uomo è stato visto uscire dall'auto ed entrare in un'abitazione per poi rimontare in macchina attorno alle 13 e ripartire in tutta fretta. Ma prima che potesse immettersi in autostrada e dileguarsi, la vettura è stata bloccata dalla volante, con il supporto di una squadra del commissariato di Cividale.

 

All'interno del mezzo due uomini di 30 e 44 anni e una donna di 37 anni incinta. Le verifiche seguenti hanno permesso di ricostruire un quadro di raggiri davvero spietati.

 

Poco prima infatti, nella stessa via di San Pietro al Natisone, una signora di 72 anni aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come maresciallo dei carabinieri. Le aveva raccontato di un grave incidente stradale secondo cui la figlia dell'anziana avrebbe investito una bambina, descritta in quel momento in condizioni critiche.

 

Per evitare l’arresto o ulteriori conseguenze le era stato intimato di consegnare subito 8.500 euro oppure gioielli di pari valore, tanto che poco dopo si era presentato a casa della donna un presunto incaricato per ritirare l'incasso.


Secondo quanto denunciato dalla donna, l’uomo non si sarebbe limitato ai beni consegnati spontaneamente: avrebbe repentinamente strappato una catenina e un braccialetto che indossava e l’avrebbe spinta a consegnare anche la fede nuziale, con il nome del marito inciso all’interno. Tutti i preziosi sottratti, circa una trentina, sono stati poi recuperati dagli agenti.

 

I due uomini sono stati arrestati e condotti in carcere, mentre la donna è stata rimessa in libertà a fronte dello stato di gravidanza. Le indagini hanno inoltre collegato la banda a un episodio simile avvenuto il 27 febbraio scorso a Flaibano, sempre in provincia di Udine.

 

Anche in quel caso una donna di 85 anni era stata contattata con lo stesso schema del falso carabiniere che l'avrebbe avvertita di una presunta rapina associata all'auto della figlia, e del successivo sollecito del pagamento per colmare quanto accaduto.

 

Poco più tardi si era presentato uno degli uomini poi arrestati, riconosciuto dalla vittima, che si era fatto consegnare 700 euro in contanti, una catenina e due anelli d’oro prima di allontanarsi a bordo della stessa auto utilizzata anche il giorno seguente. Per quell’episodio i tre sono stati denunciati anche per ricettazione, dopo il sequestro di ulteriori monili sulla cui provenienza sono ancora in corso accertamenti.

 

Gli elementi raccolti fanno ritenere possibile la presenza di altre vittime. Le indagini proseguono al fine di delineare in modo definitivo il quadro complessivo. L'episodio può forse mettere la parola fine alla scia di raggiri e truffe del “finto carabinieri” susseguitesi in Friuli negli ultimi mesi.

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