"Diritti negati agli operatori museali ", il sindacato in piazza conto la cooperativa: "Il Comune è complice". L'assessore: "Non soddisfatto ma serve dialogo"
Il sindacato Fesica-Confsal in protesta davanti al municipio contro la cooperativa detentrice dell'appalto per la gestione dei servizi museali del Comune: "Siamo tornati indietro di cento anni tanti sono i diritti che vengono negati, il tutto nell'assoluta complicità del Comune: daremo battaglia fino alla fine"

TRIESTE. “Qui siamo tornati indietro di cento anni, tanti sono i diritti che vengono negati. Il tutto nell'assoluta complicità del comune di Trieste”.
E' il grido di rabbia del sindacato Fesica-Confsal espresso nella mattinata di martedì 24 marzo, nell'ambito della protesta indetta davanti al municipio verso l'operato della cooperativa sociale “Cristoforo” di Pontassieve, con sede a Firenze, detentrice dell'appalto per la gestione dei servizi museali del comune di Trieste dal febbraio 2025.
Da mesi in effetti, il sindacato si mobilita denunciando gravi inadempienze da parte della cooperativa sul fronte dei diritti dei lavoratori impiegati, come ha rimarcato il segretario della Fesica Filippo Caputo. "Sappiamo che gli operatori museali - spiega - percepiscono un compenso orario troppo basso, ma non è solo quello il problema. Anche perché, essendo pagati per il corrispettivo di ore lavorate, se lavorassero tutto il mese full time perlomeno avrebbero una paga sufficiente alle minime necessità".
"Invece la cooperativa – prosegue il segretario – assumendo quasi solo a chiamata o part-time, non garantisce loro il diritto al lavoro, favorisce alcuni lavoratori piuttosto che altri, forse a causa di un sistema di amicizie interne, paga giorni festivi senza riconoscere il 35% in più come è previsto dai contratti facendoli risultare come giorni feriali, situazione evidenziata come irregolare anche dalla cassazione. E' una situazione insostenibile”.
Nel mirino del sindacato è pertanto finito il comune di Trieste, che cede in appalto l'assistenza museale ma che, secondo le rimostranze espresse, non vigilerebbe efficacemente sul comportamento della cooperativa appaltatrice, che continua ad operare grazie a fondi pubblici.
“Come continuerà questa storia? Che daremo battaglia fino alla fine – conclude Caputo – oggi siamo scesi in piazza con la presenza di alcuni lavoratori, se ancora non bastasse manifesteremo davanti ai musei stessi, fino ad arrivare allo sciopero vero e proprio”.
Una situazione a cui fanno da contraltare le parole di Giorgio Rossi, assessore comunale alla cultura che, interpellato sulla questione da Il Dolomiti, ha dichiarato: “Sul servizio nei musei ci ho già messo la faccia due anni fa, quando con la precedente cooperativa emersero problemi simili, abbiamo rifatto l'appalto che è stato vinto dalla Cristoforo. Un fatto in un primo momento rincuorante dato che si tratta di una grande cooperativa che gestisce la sorveglianza in molti altri musei in tutta Italia tra cui Firenze. Capisco le ragioni ma il sindacato è entrato troppo a gamba tesa, se ci sono problemi questi vanno risolti con il dialogo. Detto questo dell'approccio della cooperativa, nonché della poca trasparenza mostrata, tanto verso i dipendenti, non sono soddisfatto. E questo va al di là delle mere questioni contrattuali o del capitolato, ma riguarda i rapporti assunti tanto verso i propri dipendenti quanto verso il committente, il comune di Trieste”.












