Droni per i trattamenti con i fitosanitari? Via libera dal Governo ma Bolzano frena: “Non è ancora consentito, vanno stabilite prima le regole”
Negli scorsi mesi dal Governo era arrivata una prima apertura per introdurre, in via sperimentale, l'utilizzo dei droni per i trattamenti fitosanitari in Italia: “Le regole – dice la Provincia di Bolzano – devono ancora essere definite, possiamo di certo anticipare che sarà comunque un uso sperimentale e non un liberi tutti”

BOLZANO. Droni in volo per effettuare trattamenti fitosanitari, dopo l'apertura del Governo la Provincia di Bolzano frena: “Vanno prima stabilite le regole. Fino ad allora, l'uso dei droni nei trattamenti fitosanitari rimane vietato”. Le autorità altoatesine sono intervenute per fare chiarezza dopo il via libera – arrivato in deroga alle norme vigenti e in via sperimentale nel dicembre scorso, con la legge 182 – all'irrorazione aerea con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. Le attività, si legge nel dispositivo, saranno consentite per un periodo di tre anni su terreni qualificati agricoli dai vigenti strumenti urbanistici e con diversi vincoli.
Innanzitutto, le modalità dovranno essere tali da “garantire il rispetto dei principi generali previsti dal Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”, dovranno essere effettuate “da un utilizzatore professionale di prodotti fitosanitari in possesso di specifiche competenze e adeguatamente formato” e “nel rispetto della disciplina sull'impiego dello spazio aereo attraverso i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto”. Tutti i dettagli necessari – dall'individuazione della tipologia di terreni agricoli e di colture o degli organismi nocivi che richiedono l'intervento fino alla tipologia di prodotti utilizzabili e, soprattutto, alle modalità di attuazione – devono però essere definiti con decreto interministeriale tra il Masaf, il Mase, il ministero della Salute e quello delle Infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento (e quindi entro il 18 marzo).
Fino ad allora, precisa però la Provincia di Bolzano, l'uso dei droni per i trattamenti fitosanitari è vietato “e sono previste sanzioni molto pesanti per chiunque effettui l'irrorazione aerea senza essere munito delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti”. A parlare è Stefano Endrizzi, dell'Ufficio frutti e viticoltura e servizio fitosanitario provinciale, che precisa: “Le regole per l'utilizzo dei droni per trattamenti fitosanitari devono ancora essere definite, possiamo di certo anticipare che sarà comunque un uso sperimentale e non un liberi tutti. Sarà nostra cura informare tempestivamente di tutti gli sviluppi in merito”.
La fase sperimentale, aggiunge la Provincia di Bolzano: “E' riservata a istituti di ricerca non pubblici e l'autorizzazione richiede un notevole dispendio burocratico”. In definitiva, dice ancora Endrizzi: “I droni per la protezione delle piante sono stati oggetto di approfondite ricerche e ora saranno testati su più ampia scala, ma le regole devono essere ancora definite”. Come detto, il decreto ministeriale dovrà infatti definire le modalità di attuazione “al fine di assicurare il minimo impatto sull'ambiente e prevenire danni alla salute umana e animale, la tipologia di terreni agricoli e di colture ammesse, gli organismi nocivi interessati e la tipologia di prodotti fitosanitari utilizzabili”.












