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Belluno
01 marzo | 09:29

Già accusato di estorsione alla vittima, viola il divieto di avvicinamento: fermato dai carabinieri, reagisce con violenza e finisce in arresto

Il giovane sfruttando l'impossibilità di essere ammanettato a causa di un’ingessatura presente sul braccio e sul polso destro ha iniziato a divincolarsi con violenza, sferrando diversi colpi ai militari 

Già accusato di estorsione alla vittima, viola il divieto di avvicinamento
di Redazione

BELLUNO. Un ventenne, già destinatario di un severo divieto di avvicinamento, viene sorpreso a poche centinaia di metri dalla vittima e finisce in manette dopo aver opposto una violenta resistenza ai carabinieri.

 

A darne notizia nei giorni scorsi sono stati i carabinieri che hanno tratto in arresto un ventenne originario del Marocco e residente a Setteville con l’accusa di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (alla quale aveva in passato estorto del denaro), nonché per resistenza a Pubblico Ufficiale. 

 

L'uomo aveva il divieto assoluto di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla persona offesa, dalla sua abitazione e dal suo luogo di lavoro. Dai rilievi effettuati dai militari dell'Arma, l'uomo si trovava invece a una distanza di circa 350 metri, contravvenendo palesemente alle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.

 

Alla vista dei Carabinieri e durante le fasi di identificazione e fermo, il giovane ha opposto una strenua resistenza fisica. Sfruttando l'impossibilità di essere ammanettato a causa di un’ingessatura presente sul braccio e sul polso destro, l'uomo ha iniziato a divincolarsi con violenza, sferrando colpi all'indirizzo dei militari che cercavano di contenerlo.

 

Per riportare la situazione alla calma e garantire la sicurezza delle operazioni, è stato richiesto l’intervento in supporto di una gazzella dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Feltre, giunta prontamente sul posto.

 

Informato tempestivamente il Pubblico Ministero ha disposto che l’uomo venisse immediatamente portato in carcere. A seguito di quanto accaduto il Tribunale di Belluno ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari per il giovane.

 

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