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| 18 febbraio | 21:00

Ha un defibrillatore cardiaco sottocutaneo ma può gareggiare a livello agonistico: rilasciato il certificato di idoneità, è il primo caso in Italia

Un 17enne giovane promessa dello sci alpino con la sindrome di Brugada nonostante un defibrillatore cardiaco sottocutaneo ha ottenuto l'idoneità all'attività agonistica, grazie alla tecnologia e al supporto degli specialisti dell'Ulss Euganea 6 di Padova

PADOVA. Rilasciata l'idoneità allo sci alpino agonistico a un giovane atleta portatore di defibrillatore cardiaco sottocutaneo.

 

E' un momento storico quello avvenuto a Padova, annunciato dall'azienda ospedaliera euganea come il superamento del 'muro del suono' della cardiologia dello sport italiana.

 

Il protagonista della vicenda, un ragazzo di 17 anni con Sindrome di Brugada, giovane promessa dello sci alpino. La Sindrome di Brugada è una malattia delle cellule cardiache che predispone ad arresto cardiaco.

 

L'attività sportiva era chiaramente controindicata, sia per lo stimolo alla progressione della patologia miocardica a causa dello stress meccanico e per il sovraccarico emodinamico, sia perché fattore scatenante di aritmie ventricolari maligne, sia per il potenziale danno del dispositivo da traumatismo.

 

Come spiegato dal direttore della Cardiologia 1 dell'Azienda ospedaliera di Padova Domenico Corrado, questa sindrome provoca di solito aritmie non durante lo sport, ma di notte e a riposo. "Abbiamo usato la telemetria - prosegue il professor Corrado - per monitorare l'attività cardiaca sia durante il riposo che durante la discesa su neve e abbiamo deciso che l'atleta, utilizzando un corpetto che difende il defibrillatore da eventuali urti, può gareggiare. E sta anche vincendo parecchie gare".

 

L'idoneità sportiva è stata rilasciata grazie a un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione, per il quale è stata anche predisposta una rigorosa protezione per evitare danni traumatici, che rileva e interrompe le aritmie ventricolari pericolose per la vita erogando uno shock elettrico senza usare elettrocateteri inseriti all'interno del cuore o dei vasi sanguigni.

 

Il paziente oltre che dal professor Corrado è stato seguito anche dal professor Federico Migliore, Uos Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione e dalla professoressa Cristina Basso, direttore Uoc Patologia Cardiovascolare.

 

Il certificato di idoneità è stato invece rilasciato dal dottor Pierantonio Michieli, medico dello sport dell'Ulss 6 Euganea: consentirà al giovane atleta di continuare a praticare sport a livello agonistico. 

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