"Ho bisogno di soldi, mi fai un bonifico?". Scatta la truffa di Whatsapp: ruba i dati e invia richieste a tutti i contatti della rubrica. Individuato e denunciato un uomo
E' riuscito ad "entrare" nel canale WhatsApp di una donna e, spacciandosi per lei, ha chiesto soldi a tutti i contatti della rubrica. E, in un caso, un'amica della vittima è stata tratta in inganno e ha effettuato un bonifico di 760 euro: dopo aver capito di essere stata truffata, ha denunciato l'accaduto ai carabinieri di Sesto Pusteria, che sono riusciti a risalire all'identità del beneficiario finale, denunciato per frode informatica, accesso abusivo a un sistema informatico e sostituzione di persona

SESTO PUSTERIA. E' riuscito ad "entrare" nel canale WhatsApp di una donna e, spacciandosi per lei, ha chiesto soldi a tutti i contatti della rubrica, riuscendo a farsi bonificare 760 euro da un'amica della vittima.
Dopo aver capito di essere stata truffata, la donna ha denunciato l'accaduto ai carabinieri di Sesto Pusteria.
Immediatamente i militari si sono messi al lavoro: il messaggio recapitato alla donna altoatesina proveniva - apparentemente - dall'utenza di una sua conoscente romana la quale, spiegando di essere improvvisamente in difficoltà economica, chiedeva un aiuto economico.
Tratta in inganno da quella che sembrava una richiesta "vera", la donna ha effettuato un bonifico di 760 euro a favore dell'Iban che era indicato nel testo.
I successivi riscontri investigativi condotti dai carabinieri hanno consentito di incrociare la segnalazione con un'analoga denuncia presentata contemporaneamente a Roma, presso la stazione Carabinieri di “Tomba di Nerone”, dalla reale intestataria del profilo WhatsApp che era stato compromesso.
La donna aveva riscontrato l'impossibilità di accedere al proprio account e, subito dopo, si era accorta che il truffatore stava inviando messaggi a tappeto a tutti i contatti della rubrica, per carpire denaro e dati riservati.
Attraverso una ricostruzione dei flussi finanziari e l’analisi dei tracciamenti telematici, gli inquirenti dell'Arma di Sesto Pusteria sono riusciti a risalire all'identità del beneficiario finale della somma – un uomo residente in Emilia-Romagna – e a formalizzare il quadro indiziario. E' scattata così una denuncia a suo carico per frode informatica, accesso abusivo a un sistema informatico e sostituzione di persona.
L’episodio si inserisce in una serie di casi in netta ascesa in tutta Italia. comunemente nota nell'ambito del crimine informatico come "account takeover" o "furto di profilo" tramite ingegneria sociale.
Tali condotte, come in questo caso, si articolano solitamente attraverso l'invio preliminare di SMS fraudolenti o codici di verifica a sei cifre (OTP), tramite cui i malintenzionati riescono a trasferire l’account della vittima su un terzo dispositivo del quale sono in possesso.
Una volta acquisito il controllo dell'utenza e dei canali di comunicazione privata, i truffatori non agiscono in maniera anonima, bensì sfruttano l’effetto sorpresa e il "capitale fiduciario" della persona sostituita, inducendo familiari, amici e colleghi di lavoro a transazioni immediate e non verificate prima che il reale titolare possa allertare la propria rete di contatti.
"In relazione a tale tipologia di reati, l’Arma dei Carabinieri - si legge in una nota ufficiale - rinnova costantemente l'invito ai cittadini ad adottare comportamenti improntati alla massima cautela. Non condividere mai i codici di verifica (Otp): nessun operatore telefonico, istituto di credito o fornitore di servizi di messaggistica richiede all'utente via chat o SMS di comunicare codici numerici temporanei; attivare la verifica in due passaggi: impostare un Pin personale all'interno delle impostazioni di sicurezza dell’applicazione impedisce a terzi di trasferire l'account anche in caso di compromissione temporanea dell'Sms di convalida; verificare sempre le richieste insolite di denaro: qualora giunga un messaggio da un parente o un conoscente con toni di urgenza e richieste di accrediti, è fondamentale contattare telefonicamente la persona attraverso una normale chiamata vocale (non via chat) per accertarsi della veridicità dell'accaduto; denunciare tempestivamente: la rapidità della segnalazione alle forze dell'ordine e al proprio istituto di credito è elemento determinante sia per l'eventuale blocco delle transazioni, sia per interrompere la propagazione del raggiro agli altri contatti della rubrica".


















