Truffa del finto carabiniere, 150 mila euro rubati. L'allarme: "Attenzione, si perdono i risparmi di una vita. Vittime anche di 30, 40, 50 anni"
Sette indagati e due arresti nell'inchiesta della Guardia di finanza di Bolzano. Recuperati circa 70mila euro. Le vittime non sono soltanto anziani: tra loro anche trentenni, quarantenni e cinquantenni. L'allarme sulle nuove tecniche utilizzate dai truffatori

BOLZANO. Oltre 150mila euro rubati dai conti correnti dei cittadini, sette indagati e due arresti. Sono questi i numeri dell’indagine della Guardia di finanza di Bolzano sulla truffa del “finto carabiniere”. Il procuratore Axel Bisignano lancia l’allarme alla cittadinanza: “Fate attenzione, non date a nessuno i vostri dati bancari, nemmeno se vi dicono di essere parte delle forze dell’ordine”.
La truffa funziona in questo modo: le vittime ricevono una telefonata da qualcuno che si identifica come un carabiniere o come un membro delle forze dell’ordine. Il truffatore comunica che c’è un problema con il conto corrente della vittima e la guida nel trasferimento dei fondi sul conto di un prestanome. Quest’ultimo trasferisce poi i soldi su conti esteri, nell'ambito di un meccanismo di riciclaggio del denaro. Un’alternativa alla telefonata è la ricezione di un messaggio che sembra provenire da Nexi, la nota azienda di pagamenti digitali.
“Voglio mettere in guardia i cittadini – spiega il procuratore –. Non si parla di truffe in cui si perde qualche centinaio di euro, qui si rischia di perdere i risparmi di una vita”. E le vittime non sono solo anziani o persone che non hanno familiarità con i sistemi digitali: “Sono state colpite persone di 30, 40 e 50 anni, in alcuni casi anche laureati”.
La rete individuata comprendeva sette persone, tra cui una cittadina bolzanina che si sarebbe prestata ad aprire conti correnti per eseguire le procedure di riciclaggio. Gli altri membri, residenti tra Napoli e Salerno, sono stati identificati e due di loro sono stati arrestati.
“Nel frattempo il sistema di truffe si è evoluto – fanno sapere dalla Guardia di finanza –. I truffatori hanno acquisito sul dark web pacchetti di dati anagrafici che hanno utilizzato per clonare identità digitali e aprire linee di credito all’insaputa degli intestatari”. Linee di credito che sono state poi prontamente drenate, trasferendo i fondi su conti esteri.
“Parliamo di criminalità di alto livello – spiega il procuratore –, di vere e proprie truffe a istituti di credito”.
Per ora le forze dell’ordine sono riuscite a recuperare 70mila dei 150mila euro rubati, ma se il denaro viene trasferito all’estero il recupero diventa molto più difficile. Per questo la Guardia di finanza, assieme al procuratore, consiglia alcune azioni preventive per mettere al sicuro i propri risparmi.
In primis non fidarsi mai di chiamate e messaggi sospetti: “Forze dell’ordine e istituti bancari non comunicano così e soprattutto non vi chiederanno mai di condividere i dati dei vostri conti. Se ricevete una chiamata simile, contattate il 112 o il 117 e chiedete conferma di quello che vi è stato riferito a qualcuno che è sicuramente un agente”.
“In secondo luogo – consigliano –, non sarebbe una brutta idea non tenere tanti soldi sul conto corrente. Preferite piuttosto un libretto di risparmio: è più difficile rimuovere fondi da lì. Inoltre sarebbe meglio non utilizzare i bonifici istantanei, usate piuttosto quelli regolari che vi danno qualche ora per pensare e in caso per agire”.
“Infine, se vi accorgete di essere vittime di una truffa contattate al più presto le forze dell’ordine in modo che possano bloccare i soldi prima che escano dal territorio nazionale. La tempestività è la cosa più importante per sperare di recuperare i propri soldi”.
Il mondo delle truffe è ampio e particolarmente attivo. “Solo l’anno scorso abbiamo ricevuto 500 segnalazioni”, racconta Bisignano. Non c’è solo quella del finto carabiniere: tra le altre modalità che emergono ci sono gli schemi Ponzi travestiti da opportunità di web marketing multilivello.
Ma anche una seconda truffa che prevede una chiamata da parte di sedicenti forze dell’ordine: “I truffatori chiamano e chiedono alla persona, di solito qualcuno che vive da solo, di presentarsi in caserma. A quel punto approfittano dell’assenza per introdursi in casa e rubare”, racconta la Guardia di finanza.
Insomma, massima attenzione per tutti. E vale il sempreverde motto: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.













