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Bolzano
03 novembre | 11:02

Truffano un'anziana e le rubano oltre 32 mila euro in gioielli e contanti. Arrestati due "finti carabinieri"

Una coppia è stata arrestata dai carabinieri dopo una truffa ai danni di un'anziana residente in val di Fassa. I militari hanno seguito la vettura per diverse ore, intervenendo mentre i due stavano per lasciare la provincia. Recuperati e restituiti alla vittima gioielli, orologi e 2.150 euro in contanti

Truffano un'anziana e le rubano oltre 32 mila euro in gioielli e contanti

BOLZANO. Oltre 32 mila euro di gioielli e contanti. È quanto hanno recuperato i carabinieri di Bolzano, che negli scorsi giorni hanno arrestato una coppia di cittadini siciliani. I due sono ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di un’anziana messa in atto con la tecnica del “finto carabiniere”.

 

A mettere i militari sulla giusta traccia è stata l’individuazione di una delle centrali telefoniche da cui partivano le chiamate degli indagati. Nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre, i carabinieri sono riusciti ad individuare anche il veicolo utilizzato.

 

Hanno quindi cominciato a pedinare la vettura, documentando numerosi tentativi di truffa. Alla fine, l’investigazione li ha portati in val di Fassa, dove hanno potuto ricostruire un episodio di truffa ai danni di un’anziana residente.

 

I due, utilizzando la truffa del “finto carabiniere”, l’hanno convinta a consegnare loro gioielli e orologi in oro per un valore stimato di 30 mila euro, oltre che 2.150 euro in contanti. I carabinieri hanno quindi continuato a seguire la vettura per diverse ore, fino a quando, nel momento in cui i due stavano per lasciare la provincia lungo l’A22, hanno deciso di intervenire e di fermarli, riuscendo a recuperare tutto il bottino.

 

Gli oggetti e i contanti sono stati quindi riconsegnati all’anziana vittima, che ha ringraziato i militari.

 

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque, ma i carabinieri invitano alla cautela, ricordando di diffidare di chiunque chieda denaro o gioielli con il pretesto di verifiche investigative o di presunti problemi giudiziari. Nessun appartenente all’arma chiede di consegnare contanti o preziosi per accertamenti: in caso di dubbi, è fondamentale contattare immediatamente il 112.

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