''Ho sentito le grida e ho tenuto con me i bambini che volevano correre dal papà'', nell'incidente Hannes perde la gamba ma ad aiutare la famiglia al Maso c'è la comunità
Per permettere alla consorte, incinta del quarto figlio, di assisterlo durante la riabilitazione e per mandare avanti l'attività di famiglia, amici e vicini si rimboccano le maniche. "Siamo molto grati per tutto questo amore. E lui non ha mai perso il sorriso. Anzi: ci dà la forza per andare avanti dicendo 'in qualche modo si farà'''

BOLZANO. L'incidente è uno di quelli che potrebbe toglierti il sorriso e la voglia di vivere. Di quelli che ti lasciano senza speranza, perché tutto cambierà e diventerà difficile. E affrontarlo è dura. Hannes Dosser ha 46 anni, è un marito, un padre, un lavoratore. Gestisce il maso Prünsterhof a Scena, tra campi, animali e stanze che ogni giorno ospitano i turisti.
Proprio proprio qui è rimasto vittima di un grave infortunio nel quale ha perso la gamba sinistra. Eppure, come ci racconta la moglie Simona, non ha mai e poi mai perso il sorriso. Nemmeno ora che sta imparando nuovamente, letteralmente, a stare in piedi, in una clinica bolzanina. Poi tornerà nei suoi campi, tra i suoi animali. E come lui stesso ripete: “In qualche modo si farà”.
Ma non è solo l'ottimismo di Hannes che ci racconta una storia di speranza e di gioia nel dolore: è anche la solidarietà, l'aiuto degli amici, dei vicini, di tutti coloro che lo conoscono visto il suo impegno come presidente dei agricoltori della zona Burgaviato e come consigliere comunale a Scena.
“Lui ha sempre aiutato tutti dicendo che se un giorno avesse avuto bisogno, gli altri avrebbero aiutato lui. Ed è successo veramente. Già poche ore dopo l'incidente tantissime persone sono venute al maso e ci hanno aiutato. E' bello. Ci da tanta speranza. Così come il sorriso di Hannes”.
A parlare è proprio Simona che, in una lunga intervista a “il Dolomiti”, racconta cos'è accaduto, la paura di aver perso la sua metà. Il terrore vissuto da una donna, da una mamma di tre figli, con un quarto in arrivo.
“Era il 10 maggio, e tutto stava andando come sempre. I bambini giocavano, io ero impegnata con le pulizie delle stanze, Hannes era in campagna con il trattore. A un certo punto – racconta Simona – ho sentito il rumore del trattore che cadeva e l'urlo, fortissimo, di mio marito. Non sapevo cosa fosse successo, ma mi sono messa a gridare anch'io. In un attimo è intervenuto mio cognato, che era proprio accanto a me al momento dell'incidente, e poi mio cognata che ha chiamato i soccorsi. Ma in quel momento non capivo nulla, tutto è andato veloce: lo sentivo urlare, vedevo le forze dell'ordine arrivare e i sanitari. Nostro figlio più grande voleva andare da papà per capire cosa fosse accaduto, e io ho solo pensato a tenerlo a casa insieme ai due più piccoli”.
Per fortuna, nel frattempo, il suocero ha già appurato che la situazione è grave, ma meno del previsto. E la conferma arriva con le forze dell'ordine e i medici: Hannes non è in pericolo di vita, il trattore non lo ha travolto come si pensava inizialmente.
“Mio marito ha avuto la lucidità di saltare giù dal mezzo, quindi non è stato colpito. Ma del materiale pesante che si trovava sul trattore, cadendo, gli ha colpito le gambe causando danni gravissimi. E' arrivato l'elicottero e lo hanno subito portato a Bolzano per operarlo”.
La gamba sinistra viene amputata, le ferite sono troppo gravi. Ma i medici riescono a salvare la destra. Hannes è sempre stato lucido e cosciente nei momenti dopo l'incidente. Poi lo sedano, i dolori sono troppo forti. E resta sedato anche dopo l'operazione.
“Lo hanno messo in coma farmacologico per qualche giorno. Ma dopo l'operazione è stato subito meglio. Lo hanno svegliato piano piano e poi in pochi giorni è passato dalla terapia intensiva al reparto di ortopedia. Oggi si trova in clinica, a Bolzano. Deve imparare a muoversi con la sola gamba destra. Ma ha una forza pazzesca”.
“Anche tu ce l'hai Simona. Si sente dalla tua voce, dal tuo spirito. Come fai, dopo una tragedia del genere?” - le chiediamo. “Beh, poteva andare peggio. Hannes è vivo, ed è tutto ciò che conta. E poi la mia motivazione è lui: lui è sempre stato ottimista, dal primo momento. Non si è mai pianto addosso, non si è mai chiesto “perché a me”. Ha solo detto “nessun problema, imparerò a fare in altro modo”. E lo sta facendo. E' la mia forza, ed è la forza anche dei miei figli. E poi, c'è l'aiuto di chi ci sta accanto che ci ha stupito così tanto. Siamo molto grati”.
Simona è stupita dall'aiuto arrivato dopo l'incidente, soprattutto dalla quantità di persone che si sono messe subito all'opera.
“Abbiamo un maso, quindi il lavoro è costante, non finisce mai. Non possiamo permetterci di fermarci nemmeno un minuto. Ed ecco che ad aiutarci sono arrivati gli altri. Non solo i parenti stretti, ma anche degli amici, i vicini, chi conosce Hannes per lavoro. C'è chi aiuta nei campi, chi tiene gli animali. Chi mi aiuta con i bambini e con gli ospiti della struttura. Grazie a tutte queste persone non solo il maso va avanti, ma io posso andare tutti i giorni a trovarlo. E questo fa la differenza. Siamo molto grati a tutti: l'aiuto che è arrivato e continua ad arrivare dal territorio è incredibile. E io vado avanti grazie a questo e grazie al sorriso di Hannes, che non se ne è mai andato”.












