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| 15 giugno | 10:17

I truffatori fermano l'auto "sbagliata" e cercano di vendere gioielli falsi al comandante della polizia locale: denunciati

La coppia ha usato due minorenni come copertura per mostrare l'immagine di una famiglia normale in difficoltà, chiedendo soldi per fare benzina in cambio di presunti gioielli: ma la "vittima" della tentata truffa era il comandante della polizia locale, che li ha così denunciati

di Redazione

VESTONE. Hanno messo in piedi una classica messinscena per truffare un automobilista, ma non potevano immaginare che al volante della vettura accostata ci fosse proprio il comandante della polizia locale della Valle Sabbia.

 

E così un tentativo di truffa si è trasformato in pochi istanti in un fermo sul posto, seguito da una denuncia a piede libero per tentata truffa.

 

La dinamica dell'episodio segue un copione purtroppo noto, studiato per colpire l'empatia degli automobilisti: i truffatori, sbracciandosi, hanno fermato il veicolo della vittima designata, sostenendo di essere rimasti senza benzina e impossibilitati a fare rifornimento a causa di un improvviso malfunzionamento del bancomat. All'interno della vettura dei malviventi erano seduti sul sedile posteriore due minorenni, usati come copertura per mostrare l'immagine di una famiglia normale in difficoltà.

 

Subito dopo, una donna è scesa dall'auto esibendo sullo smartphone la fotografia di una finta sorella intubata in un letto d'ospedale, per esasperare la gravità della situazione. Per certificare la propria "buona fede", l'uomo ha offerto in pegno due anelli e una collana, spacciandoli per oro a 18 carati.

 

La richiesta era netta: "Dacci 500 euro in cambio". Il comandante della polizia locale ha assecondato per pochi istanti l'azione. Non appena l'uomo gli ha messo in mano i monili, l'ufficiale ha estratto il tesserino di riconoscimento ordinando il fermo dei due.

 

Sul luogo dell'evento è quindi stata fatta sopraggiungere una pattuglia della polizia locale della Valsabbia impegnata nelle attività di controllo del territorio. Gli agenti hanno fatto scattare immediatamente la perquisizione del veicolo dei truffatori. L'ispezione ha confermato i sospetti: all'interno dell'abitacolo sono stati rinvenuti e sequestrati altri monili falsi, identici a quelli usati per il tentativo di raggiro. Dopo le procedure di fotosegnalamento e l'identificazione ufficiale, i due sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per il reato di tentato concorso in truffa.

 

Nei confronti dei responsabili è stata avviata la procedura per la richiesta del foglio di via obbligatorio al questore di Brescia, finalizzato a vietare il loro ritorno sul territorio.

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