Insetto killer in agricoltura, sale l’allerta, dai ritrovamenti lungo l’A22 ai campeggi: il coleottero giapponese minaccia frutteti e vigneti
In Alto Adige si sta mettendo in campo una importante campagna di informazione. Sono tre gli esemplari ritrovati lo scorso anno: il primo coleottero è stato trovato in una trappola a feromoni all'uscita della MeBo ad Appiano, un altro è stato catturato sulla carreggiata nord dell'autostrada del Brennero a e un terzo a Gargazzone vicino al campeggio

BOLZANO. L’Alto Adige alza il livello di guardia contro il coleottero giapponese. Stiamo parlando di un parassita da quarantena proveniente dall’Asia orientale ed è uno tra i più temuti in agricoltura.
Provoca ingenti danni su oltre 300 specie vegetali, tra cui alberi da frutto, viti e mais, motivo per cui la sua diffusione nell’Unione Europea è sottoposta a rigoroso monitoraggio.
Danni sono stati registrati in diverse zone del nord Italia dalla Lombardia al Friuli. Un anno fa sono stati rinvenuti quattro esemplari isolati di coleottero giapponese in tre località dell’Alto Adige, ma solo nelle trappole posizionate dagli ispettori fitosanitari.
Il primo coleottero è stato trovato in una trappola a feromoni all'uscita della MeBo ad Appiano in direzione Bolzano il 3 luglio; questa prima scoperta è stata confermata in laboratorio. Un altro coleottero è stato catturato sulla carreggiata nord dell'autostrada del Brennero all'altezza dell'area di servizio di Laimburg e un terzo a Gargazzone vicino al campeggio.
La diffusione avviene principalmente attraverso i veicoli, il commercio di piante o il volo degli esemplari adulti. "Stiamo osservando attentamente questa evoluzione e teniamo sotto stretta sorveglianza la diffusione del coleottero giapponese attraverso un monitoraggio mirato", ha sottolineato l’assessore provinciale all’Agricoltura Luis Walcher: "Grazie all’individuazione tempestiva e alla segnalazione rapida possiamo contribuire insieme a impedire la diffusione del parassita".
Il Servizio fitosanitario provinciale, in collaborazione con il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura dell'Alto Adige, sta effettuando controlli intensificati con trappole a feromoni nei luoghi in cui sono stati rilevati gli esemplari.
Le trappole, che lo scorso anno erano 15, sono state portate a 24; fino alla fine di settembre il Servizio fitosanitario e il Centro di consulenza hanno effettuato 307 controlli. "Dall’inizio di giugno abbiamo ripreso i controlli e abbiamo aumentato quelli visivi a 405: finora non abbiamo trovato alcun coleottero giapponese", sottolinea Stefano Endrizzi, responsabile del Servizio fitosanitario della Ripartizione provinciale Agricoltura.
Per mantenere sotto controllo la situazione è stata avviata una campagna informativa con 5.000 volantini e manifesti bilingui che si stanno distribuendo nelle aree di sosta dell’autostrada del Brennero e della superstrada MeBo, nonché tramite Centro di consulenza, Centro di ricerca Laimburg e unibz.












