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FVG
27 agosto | 12:32

La Carnia riscopre i mestieri tradizionali grazie a “Mistirs”. “Importante intervenire prima che spariscano dalla memoria”

Dal 28 al 30 agosto il paese della Val d’Incarojo torna a raccontare il lavoro di boscaioli, falegnami e artigiani del legno e della pietra, recuperando pratiche che per secoli hanno scandito la vita della Carnia

La Carnia riscopre i mestieri tradizionali grazie a “Mistirs”

PAULARO (UDINE). “In Carnia stiamo riscontrando un grande bisogno di recuperare tutti quegli antichi mestieri che in passato caratterizzavano queste zone di montagna, e che se non interveniamo rischiano di svanire anche dalla nostra memoria”. E' con questo presupposto che Sebastian Menean introduce per Il Dolomiti “Mistirs”, un'iniziativa promossa dalla della Pro Loco “Val d'Incarojo”, di cui è portavoce, incentrata sulla valorizzazione di una serie di pratiche che per secoli hanno garantito il sostentamento delle comunità presenti nelle terre alte dell'odierno Friuli Venezia Giulia.

 

In quest'ambito infatti, per tre giorni, da venerdì 28 a domenica 30 agosto, il comune di Paularo ospiterà, tappa dopo tappa, una serie di dimostrazioni che illustreranno tutte le declinazioni del lavoro manuale svolto dagli antichi maestri della Carnia prima dell'ultima industrializzazione, che vede al centro due indiscussi protagonisti: il legno e la pietra.

 

“Tra le pratiche per eccellenza di questo paesaggio montano tradizionale spicca sicuramente quella del boscaiolo – spiega Menean -, che era il mestiere 'per antonomasia', quello da cui tutta la produzione del legno non poteva prescindere. Verranno mostrati strumenti tradizionali, che oggi ci consentono di comprendere come avvenisse questo lavoro. In tal senso è interessante osservare come all'epoca i boscaioli si recassero nelle foreste con il loro 'segone'  (una grossa lama seghettata ndr), e quando il tronco stava per cedere venivano inseriti nel taglio dei coni in legno che venivano battuti col mazzuolo per spaccare l'albero, cercando anche di orientarne la caduta. Il passaggio successivo era quindi affidato al falegname, che era il fulcro della vita del paese, perché dalla sua produzione dipendeva la maggior parte dei manufatti presenti nelle strade e nelle case, ben più degli elementi in metallo che spesso erano troppo costosi”.

 

Uno degli aspetti più affascinanti legato alle tradizioni della Carnia consiste tuttavia nella grande raffinatezza raggiunta dagli artigiani che lavoravano nei paesi, come ad esempio lo stesso Paularo, quale testimonianza tangibile di come l'intaglio e la decorazione del legno, ma anche della pietra, andassero ben oltre la sfera delle mere mansioni quotidiane, assumendo i connotati di un'espressione artistica fortemente radicata nell'immaginario locale. Anche questo elemento troverà corrispondenza diretta negli artigiani che animeranno il paese questo fine settimana, impegnati nella raffigurazione scultorea tanto di animali, quanto di esseri leggendari e tipici del folclore locale. Ma grande attenzione da parte della Pro Loco e delle istituzioni, è rivolta anche alle nuove generazioni, che sempre di più dimostrano interesse e consapevolezza nei confronti delle proprie radici culturali.

 

“I mestieri antichi erano tantissimi, molto vari e tutti avranno spazio in piazza nell'ambito dell'evento ' Mistirs' – aggiungono dalla Pro Loco -. Basti pensare alla composizione delle gerle, i grandi cesti a forma di cono che rievocano anche gli anni della prima guerra mondiale, dove le portatrici trasportavano in spalla tutta una serie di viveri destinati ai soldati, o i 'borgan', in metallo, utilizzati per portare il letame agli orti. Infine molto importante è anche l'aspetto del ricamo. A Paularo è presente infatti un'associazione, la 'Mans D'aur', che si occupa della valorizzazione del ricamo tradizionale che è stata anche proposta nelle scuole, e gli allievi hanno così acquisito l'importanza del lavoro manuale”. L'allestimento inizia già da venerdì pomeriggio, mentre sabato è attesa la sfilata dei gruppi frazionali accompagnata dalla filarmonica Fernando Nascimbeni.

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