Licenziamento illegittimo per l'ex primario Tateo, l'Azienda sanitaria dovrà pagare un risarcimento di 240 mila euro
La decisione è arrivata dal giudice del lavoro di Trento. Ora rimane aperta la questione del reintegro dell'ex professionista per cui è stato aperto un nuovo procedimento

TRENTO. Oltre 240 mila euro. È quanto dovrà pagare l'Azienda sanitaria, a titolo di risarcimento, all'ex primario del Santa Chiara, Saverio Tateo, a seguito del licenziamento avvenuto il 19 ottobre del 2021.
Il giudice del lavoro ha riconosciuto all'ex professionista dell'Apss, ora Asuit, le 24 mensilità e l'indennità di direzione del dipartimento con tanto di interessi.
Il licenziamento di Tateo è avvenuto dopo il caso che ha riguardato la ginecologa Sara Pedri, scomparsa ad inizio 2021 e gli accertamenti che sono stati poi avviati all'interno del reparto conseguenti ad alcune accuse di maltrattamento.
Accuse per le quali l'ex primario del reparto di ginecologia dell'ospedale 'Santa Chiara' di Trento, Saverio Tateo, e della sua vice, Liliana Mereu, sono stati assolti in primo grado perché “il fatto non sussiste” (Qui l'articolo).
Nel 2023 il giudice del lavoro aveva già dichiarato illegittimo il licenziamento disponendone anche il reintegro (Qui l'articolo). Su quest'ultimo punto è in corso un procedimento mentre per quanto riguarda il risarcimento è stato nelle scorse ore il giudice del lavoro di Trento a stabilirlo.
Una decisione che è arrivata dopo il parere della Consulta su alcune norme dell'ordinamento del lavoro pubblico e su alcuni nodi riguardanti l'indennità risarcitoria.
La decisione del giudice del lavoro ha visto, come già detto, il riconoscimento di 24 mensilità e l'indennità di direzione del dipartimento. Oltre 240 mila euro ed è da considerare che l'azienda sanitaria ha già versato 125 mila euro netti.
Ora rimane aperta la questione del reintegro dell'ex professionista per cui è stato aperto un nuovo procedimento.












