Massiccia operazione antidroga in centro. Ianeselli: "Grazie alle forze dell'ordine. E' la dimostrazione che la zona è presidiata"
"Si tratta di un risultato importante anche perché rassicura i cittadini e dimostra che la zona è presidiata. Di fronte a questo scenario inquietante è dunque importante agire non solo sul versante, pur fondamentale, della repressione dello spaccio, ma anche sui consumatori, che spesso sono giovani, dando tutta la necessaria assistenza alle famiglie" aggiunge il primo cittadino di Trento

TRENTO. Spacciavano eroina in mezzo in piazza Dante e vicino al Palazzo della Regione, alla luce del giorno e senza curarsi dei passanti che transitavano e degli utenti degli edifici amministrativi (Qui articolo).
Dieci persone sono state denunciate e a loro è stata applicata la misura cautelare dell'obbligo di presentazione al termine dell'operazione "Street Black", che ha completato un'indagine di sei mesi portata avanti dalla Polizia di Stato di Trento.
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha voluto ringraziare pubblicamente la magistratura, il Questore e la Polizia per l'intervento spiegando che "si tratta di un risultato importante perché rassicura i cittadini e dimostra che la zona è presidiata".
"Ringrazio la Procura di Trento, il Questore Nicola Zupo e in particolare gli agenti della squadra mobile - queste le parole del primo cittadino del capoluogo - per l'operazione che ha consentito di denunciare dieci persone coinvolte nell'attività di spaccio di eroina nella zona di piazza Dante. Si tratta di un risultato importante anche perché rassicura i cittadini e dimostra che la zona è presidiata".
Poi il sindaco amplia la visione e il discorso riguardante il consumo di eroina, che è tornata a diffondersi soprattutto tra i più giovani: serve sì repressione nei confronti di chi spaccia, ma bisogna intervenire anche sui consumatori.
"L'intervento della squadra mobile - conclude Ianeselli - dimostra che a Trento, come altrove, l'eroina è tornata a diffondersi tra le nuove generazioni. Gli esperti dicono che spesso viene fumata o inalata piuttosto che iniettata, modalità di assunzione che attenua la sensazione di rischio. In più si tratta di una droga con costi per dose molto bassi, il che la rende ancora più pericolosa. Di fronte a questo scenario inquietante è dunque importante agire non solo sul versante, pur fondamentale, della repressione dello spaccio, ma anche sui consumatori, che spesso sono giovani, dando tutta la necessaria assistenza alle famiglie".












