Morì a 14 anni mentre andava sullo slittino: la pista non era sicura. Dopo una lunga battaglia legale, arriva il risarcimento per la famiglia
Furono tre i responsabili identificati e condannati. Il padre del ragazzo, tornò alla ribalta delle cronache nazionali quando, nel 2022, compì una strage durante una riunione di condominio

ROMA/BOLZANO. Morì nel 2012 sulla pista da slittino della Croda Rossa a Sesto Pusteria e ora, dopo oltre 13 anni la sua famiglia viene risarcita con un totale di 630mila euro.
Si è infatti chiusa la causa civile per la morte di Romano Campiti, giovane di origine Romana che morì a soli 14 anni sulle nevi altoatesine. Nonostante indossasse il casco, il giovane perse il controllo del mezzo a causa del fondo ghiacciato, uscendo di pista e schiantandosi violentemente contro un albero. Romano si trovava in vacanza con la famiglia ed era stato affidato a un maestro di sci per una giornata di divertimento sulla neve.
Le indagini e i successivi processi hanno accertato che la tragedia non fu una semplice fatalità, ma la conseguenza di gravi carenze di sicurezza: nel 2017, infatti, a Corte d'Appello di Bolzano ha confermato la condanna a un anno e tre mesi di reclusione (pena poi sospesa), per omicidio colposo, per tre persone: il maestro di sci che accompagnava il gruppo e due responsabili della società che gestiva l'impianto (l'amministratore delegato e il responsabile della sicurezza).∑
È emerso che la pista, classificata come "nera" (molto difficile), non era adeguatamente protetta e che pochi giorni prima si era già verificato un incidente simile nello stesso punto, senza che venissero presi provvedimenti.
Dopo la chiusura della causa civile, alla madre del ragazzo andranno 250.000 euro, alle due sorelle 161.000 a testa, ai due nonni 58mila.
Una lunghissima battaglia legale, dunque, e una storia triste che non si è chiusa con la morte del giovanissimo.
Il nome di Romano Campiti è infatti tornato tristemente alle cronache nazionali nel dicembre 2022, quando suo padre, Claudio Campiti, fu protagonista di una sparatoria durante una riunione di condominio a Roma (Fidene). Compiti sparò, colpendo a morte 4 donne e ferendone altre 4. L'uomo sparò almeno 4-5 colpi prima di essere bloccato da alcuni condomini. Venne poi arrestato e condannato all'ergastolo.


















