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FVG
06 luglio | 20:29

"Necessario sospendere il trattato di Schengen", il sindacato di polizia: "Far diventare i controlli alle frontiere un presidio stabile com'erano un tempo"

Un provvedimento che secondo Lorenzo Tamaro, segretario regionale del Sap, potrebbe prendere forma a patto che vengano garantite condizioni di lavoro dignitose per gli agenti, che da anni sono soggetti a varie difficoltà, tra cui quella più volte riscontrata dal sindacato stesso in riferimento alla carenza di personale

TRIESTE. "Provvedere ad attrezzare le aree previste per i controlli”. E' la linea guida indicata dal Sindacato autonomo di polizia (Sap) del Friuli Venezia Giulia sui controlli alle frontiere in vigore da ormai quasi tre anni in seguito alla sospensione di Schengen in chiave anti terroristica dopo gli attacchi a Israele del 7 ottobre 2023.

 

Secondo Lorenzo Tamaro, segretario regionale del Sap, nonostante i recenti richiami dell'Unione europea, la situazione internazionale e geopolitica così volubile come quella registrata negli ultimi anni rende necessaria una presenza stabile delle pattuglie ai valichi di confine, a patto che si vengano a creare condizioni dignitose per gli agenti impiegati nei controlli, che periodicamente soffrono di problematiche più volte rilevate dal sindacato, come per esempio la carenza di personale che costringe il corpo di polizia a frequenti sacrifici.

 

“Proprio in questi giorni l'analisi di Frontex nel suo 'Annual Risk Analysis' conferma il continuo calo di rintracci – ha dichiarato Tamaro -, ma anche un rischio medio alto per i traffici di armi e droghe a causa dell’instabilità regionale dell’Europa sud-orientale, Balcani inclusi. A tal riguardo il Sap ha in più occasioni manifestato la necessità, per il presente e per il futuro, che vengano costruiti nuovi uffici permanenti, come un tempo, adeguati ed attrezzati di tutti i servizi in modo da poter utilizzarli ogni qual volta si concretizzi la necessità e la sospensione del trattato di Schengen”.

 

Un ritorno al passato che in quest'ottica, per il Sap, favorirebbe una maggiore sicurezza in pianta stabile per i traffici illeciti che passano per il confine, come confermato dai dati giudicati positivamente dalla polizia in merito ai controlli di questi ultimi anni, con l'auspicio che possano diventare un presidio permanente da snellire o potenziare con efficacia a seconda delle circostanze.

 

"E' chiaro ed evidente che non si può proseguire in queste condizioni 'emergenziali' ma è necessario creare le condizioni affinché i controlli avvengano nel rispetto della dignità dei poliziotti e allo stesso tempo affinché si contrasti al meglio i traffici illegali e criminali", conclude Tamaro. "La sospensione di Schengen è uno strumento che verrà utilizzato anche in futuro; per questo motivo bisogna già da ora provvedere ad attrezzare le aree previste per i controlli, piuttosto che cassare in modo strumentale un provvedimento che obiettivamente ha portato risultati positivi".

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