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Trento
16 marzo | 13:30

Niente voto ai fuorisede per il referendum sulla giustizia? Da studenti e lavoratori boom di richieste in Trentino per diventare rappresentanti di lista

I partiti stanno raccogliendo tantissime richieste,  chi viene nominato rappresentante di lista può infatti votare nel seggio in cui svolge quell’incarico, anche se è iscritto o iscritta nelle liste elettorali di un altro comune

TRENTO. Sono soprattutto studenti e lavoratori. E' l'esercito di fuorisede. Anche in Trentino in molti si stanno muovendo per poter partecipare al voto per il referendum sulla giustizia che si terrà domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. 

 

A livello nazionale stiamo parlando di circa 5 milioni di persone e anche in Trentino sono moltissimi.  In sostanza, i fuorisede che vogliono votare, devono tornare nel luogo dove risultano iscritti nelle liste elettorali

 

Il no alla voto per i fuori sede è stato deciso a febbraio dal Parlamento. Sia la Camera che il Senato hanno respinto tutti gli emendamenti delle opposizioni che puntavano a dare il voto ai fuori sede. 

 

Negli ultimi anni sono state diverse le consultazioni elettorali che avevano invece permesso il voto fuori dal proprio comune. Alle europee del 2024 era stata data la possibilità ai soli studenti e in 23 mila si erano iscritti. Lo scorso anno con il referendum abrogativo su lavoro e cittadinanza, la platea era stata estesa ai lavoratori e alle persone in cura fuori dal proprio Comune e le iscrizioni erano state state 67mila 

 

Per il referendum sulla giustizia, invece, si è deciso di scegliere un'altra strada e di non prevedere il voto per i fuori sede. Tra le spiegazioni date dal Governo c'è la questione costi/benefici e quella riguardante i tempi tecnici per avviare la macchina organizzativa. 

 

L'ostacolo, però, può essere aggirato con un modo previsto dalle stesse regole elettorali che disciplinano i referendum. Chi viene nominato rappresentante di lista può infatti votare nel seggio in cui svolge quell’incarico.

 

E sono moltissime le persone che hanno deciso di cogliere questa occasione. I partiti, infatti, in questi giorni, hanno registrato una vera e propria pioggia di richieste. Molti hanno pubblicato in internet un modulo da compilare e sono centinaia quelli arrivati. Altri hanno creato una vera e propria piattaforma online.  

 

Il Pd Trentino, per esempio, ha raccolto un centinaio di richieste. “Provengono soprattutto da studenti universitari ma non mancano anche le persone di fuori regione che lavorano nelle valli” ci spiegano dalla segreteria del Partito Democratico. La stessa situazione riguarda anche il Movimento 5 Stelle. "Siamo arrivati a circa 200 richieste" ci spiega anche Renata Attolini di Alleanza Verdi Sinistra. 

 

Numeri, insomma considerevoli. Saranno poi i partiti a seguire l'aspetto burocratico e la comunicazione ai comuni. Chi viene nominato rappresentante di lista può votare nel seggio in cui svolge quell’incarico, anche se è iscritto o iscritta nelle liste elettorali di un altro comune.

 

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