''Non si può più rubare in pace con tutte queste telecamere'', colpiva nei parcheggi dei supermercati mentre la vittima riportava il carrello. Incastrato si sfoga con i carabinieri
Puntava donne sole che dopo aver fatto la spesa si allontanavano dall'auto per riportare al suo posto il carrello. A quel punto lui si fiondava sull'auto, spesso rimasta aperta, e rubava borse e portafogli per poi dileguarsi in un attimo e dirigendosi a sportelli bancomat per prelevare più denaro possibile

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. ''Non si può più rubare in pace con tutte queste telecamere. Era meglio qualche decina di anni fa, che non c’era tutta questa tecnologia e si potevano fare le cose tranquilli”. Queste le parole del 37enne arrestato qualche giorno fa dai carabinieri del nucleo investigativo di Pordenone a Tricesimo. L’uomo era latitante, anagraficamente irreperibile dal maggio 2023, ed è stato individuato in un appartamento di edilizia popolare in uso ad una donna. L’arresto è scattato in esecuzione di un ordine di carcerazione che unifica numerose condanne definitive per reati contro il patrimonio commessi tra il 2019 e il 2023 nelle province di Pordenone, Udine, Gorizia e Venezia.
Il 37enne aveva un modus operandi collaudato negli anni: colpiva prevalentemente nei parcheggi dei supermercati. Puntava donne sole che dopo aver fatto la spesa si allontanavano dall'auto per riportare al suo posto il carrello. A quel punto lui si fiondava sull'auto, spesso rimasta aperta, e rubava borse e portafogli per poi dileguarsi in un attimo e dirigendosi a sportelli bancomat per prelevare più denaro possibile.
Il suo percorso criminale, però, si è interrotto perché incastrato dalle telecamere di sorveglianza di supermercati e sportelli Atm. I carabinieri, infatti, sono riusciti a collegare i diversi colpi isolando due indumenti particolarmente vistosi indossati dal ladro: una felpa e delle scarpe di marca. Quegli stessi capi sono stati poi ritrovati nell’armadio dell’appartamento dove si nascondeva, costituendo una prova schiacciante della sua colpevolezza.
Nonostante i tentativi di ottenere misure alternative, il Tribunale di Sorveglianza di Trieste ha rigettato ogni istanza di affidamento in prova o detenzione domiciliare. I magistrati hanno evidenziato una totale indifferenza verso l’autorità e l’assenza di qualsiasi segno di pentimento. L’uomo deve ora espiare una pena complessiva di 5 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a ulteriori due mesi di arresto e sanzioni pecuniarie per 4.500 euro. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere a Udine.












