Obbligo di microchip per i gatti, è corsa a mettersi in regola. La veterinaria: ''Stiamo lavorando assiduamente. Ma non ci sarà nessuna caccia alle streghe''
Secondo i riscontri di queste settimane il servizio di applicazione del microchip sui gatti domestici convenzionato con l'azienda sanitaria risulta preferibile dalla maggior parte della cittadinanza, grazie a un contributo previsto per le categorie con Isee inferiore ai 25 mila euro che copre per intero la spesa al punto che chi arriva non deve anticipare nulla

TRIESTE. “Sono sorpresa e delusa rispetto alle notizie che circolano riguardo un presunto dissenso da parte della cittadinanza nei confronti dell'applicazione del microchip sui gatti domestici, a circa un mese dall'entrata in vigore dell'obbligo, perché non corrisponde al vero”. Sono parole piuttosto amareggiate quelle rilasciate a Il Dolomiti da Fulvia Ada Rossi, dottoressa e titolare della clinica veterinaria “Tergeste”, che a poche settimane dalla decorrenza dell'obbligo di microchip anche per i gatti, prevista a partire dal prossimo 1° luglio, sta riscontrando una grande affluenza di cittadini ritrovandosi ad applicare microchip quotidianamente.
“Non ci sarà nessuna caccia alle streghe dal prossimo mese – chiarisce la veterinaria – né ci saranno 'controllori' che gireranno casa per casa a distribuire sanzioni, semplicemente quando arriverà un gatto in clinica sprovvisto di microchip andrà notificato e ricordato che esiste l'obbligo”. Giova ricordare che l'obbligo dell'applicazione del microchip nei nostri felini preferiti si è reso necessario, un po' come accade nei cani, per avere contezza della popolazione di animali sul territorio, un censimento utile anche a prevenire ogni forma di abuso come ad esempio il traffico illecito di cuccioli e a contenere la trasmissione di malattie, come nel caso dei gatti che vengono fatti circolare liberamente anche fuori dalle mura domestiche. Una caso, quest'ultimo, particolarmente delicato come rimarcato dalla dottoressa Rossi: “E' chiaro che quei gatti che vanno fuori sono maggiormente esposti a tutta una serie di rischi compresi quelli sanitari, tanto che quella categoria di gatti che girano liberi era già soggetta ad obbligo di microchip e di sterilizzazione anche prima. Per tutto il resto stiamo lavorando assiduamente sull'applicazione dei nuovi microchip sia nella nostra clinica a Trieste che nell'ambulatorio di Muggia, ed è scattata una vera e propria corsa al microchip, questo perché noi siamo l'unica clinica veterinaria in provincia di Trieste convenzionata con l'azienda sanitaria locale (Asugi) e nel caso di Isee sotto i 25 mila euro l'anno è previsto un contributo totale che esenta il proprietario dall'anticipare qualunque costo fino a tre gatti per nucleo famigliare”.
Ecco quindi che, come confermato dalla veterinaria, il servizio convenzionato risulta di gran lunga preferibile dalla maggior parte della popolazione in virtù dei contributi previsti, ma che talvolta può capitare che i veterinari si imbattano ancora in persone scettiche verso questa pratica, per i motivi più vari. “Il microchip è uno strumento che consente di monitorare gatti e cani per ragioni di sicurezza. Alcune informazioni sanitarie vengono invece inserite in altre sedi come la banca dati 'Sinac'. E' importante specificare che un gatto, anche se affetto da problemi cardiaci, non si spaventa di più una volta giunto in clinica e non corre rischi ulteriori. L'applicazione del microchip è completamente indolore e dura letteralmente un istante, per cui non c'è ragione per non farlo”.












