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Sondrio
19 febbraio | 13:05

Olimpiadi, tutti festeggiano ma nessuno ricorda Matteo Franzoso. Il fratello e la mamma attaccano Franzoni, il papà: ''Non ci ha mai chiamato. Ci hanno dimenticati''

In questi giorni sono intervenuti sia il fratello del 25enne scomparso mentre si allenava con la Nazionale in Cile che la mamma Olga. Entrambi se la sono presa con la medaglia di argento Franzoni che si definiva ''fratello'' del giovane morto in allenamento: '''Qualcuno dice di essere suo fratello, ma l'unico vero fratello sono io. Io c'ero al funerale e qualcun altro no''. In difesa di Franzoni e contro la madre di Franzoso è intervenuto il fratello gemello: ''Lei dovrebbe gioire per quello che Giovanni ha fatto… invece crea ancora più dolore e rabbia''

di L.P.

BORMIO. Luci, sorrisi, applausi, ''si è fatta la storia'' ripetuto ad ogni successo, parole come ''eroi'', ''campioni'', ''esempio'' ribattute continuamente. Ma in tutta questa euforia un silenzio è parso assordante. Quello che ha riguardato la figura di Matteo Franzoso, sciatore azzurro scomparso il 15 settembre a soli 25 anni mentre si allenava con la Nazionale in Cile e si preparava con il resto della squadra anche per questo appuntamento olimpico.

 

Un incidente pieno ancora di zone scure, di frasi non dette, di una federazione che ha cercato di archiviare la vicenda troppo in fretta e una famiglia distrutta che si è sentita e si sente ora più che mai abbandonata.

 

In queste ore sono intervenuti tutti, mamma Olga, papà Marcello, il fratello di Franzoso, Michele, tutti a ribadire il senso di vuoto amplificato dagli squilli di tromba di questi giorni e dal silenzio della Fisi. Il più duro è stato Michele, fratello di Matteo che su Instagram, ha scritto: ''Qualcuno dice di essere suo fratello, ma l'unico vero fratello sono io. Io c'ero al funerale e qualcun altro no''. Un chiaro riferimento a Giovanni Franzoni che alle olimpiadi ha stupito tutti conquistando un grande argento nella discesa libera di Bormio. Un campione che si è sempre detto vicinissimo a Matteo Franzoso (era il suo compagno di stanza e si è anche tatuato il numero 28"51 ultimo intermedio prima dello schianto di Franzoso contro una staccionata che non si capisce cosa ci facesse così vicina alla pista) che lo aveva chiamato ''fratello'' dopo i successi a Wengen e a Kitzbuehel in Coppa del Mondo (entrambi dedicati all'ex compagno di squadra) ma che dopo quel terribile incidente fu tra quelli che decisero di restare in Cile a sciare e non di andare al funerale del 24enne. 

 

E a rilanciare le parole di Michele è intervenuta la mamma che ha rilanciato il post del figlio aggiungendo: ''Cerchiamo di capire chi è: lui è irrispettoso ed egoista''. Ancora contro Franzoni. In difesa del medagliato olimpico è intervenuto il fratello gemello Alessandro Franzoni che alla madre ha risposto: ''Lui ha voluto continuare per non pensare, ma soprattutto per raggiungere i traguardi che sognavano insieme Matteo e Giovanni. Ha continuato per la passione che avevano in comune per questo sport, per onorare la sua perdita. Comportandosi così non porterà indietro Franz. Franz potrà essere ricordato nel migliore dei modi. Lei non lo sta facendo. Lei preferisce puntare il dito su un atleta per addossargli colpe che non ha. Lei dovrebbe gioire per quello che Giovanni ha fatto… invece crea ancora più dolore e rabbia''.

 

E ancora: ''L’invidia, Signora Olga, è  il male più assoluto. La frustrazione che emana si può toccare…. Io non immagino nemmeno il dolore che prova,  ma questo è andato oltre ad ogni limite e non può essere pretesto di simili parole. Si fermi. E pensi a quello che sta facendo e dicendo. Giovanni lo sta facendo. Non si tratta di attenzione mediatica e non mi faccia entrare in tema perché avrei molto da dire a riguardo. Ma ognuno vive il lutto a suo modo. Si tratta di portare in alto il nome di un amico. Si tratta si ricordare la fantastica persona che era a tutti. Celebrarlo nel migliore dei modi. E quale momento migliore se non le vittorie che entrambi sognavano? Lei non si azzardi più a nominarlo. Che oltre ad parlare male di mio fratello sta parlando male anche di tutta la mia famiglia''.

 

In un'intervista a  La Repubblica è quindi intervenuto il papà di Matteo Franzoso: ''Sono sei mesi che siamo in un frullatore, e non riusciamo a farcene una ragione. Per noi lo sci non esiste più, in questi tempi di festa olimpica diffusa che ci ha dimenticato, anzi cancellato. Ci sentiamo trasparenti, noi e la memoria di Matteo". Quindi la spiegazione su quanto scritto dall'altro figlio, Michele: ''Franzoni non c’era perché in cinque hanno scelto di rimanere in Cile ad allenarsi. È questo che non va granché giù, ancora oggi. Ma sia chiaro che Franzoni non c’entra, è stato lo sfogo di un ragazzo che ha perso un fratello. Ma perché non ci ha mai chiamato, invece di farci scrivere?”.

 

Quindi una considerazione che porta alla luce tutto il senso di frustrazione della famiglia Franzoso e spiega questi messaggi: "Nessuno ci ha coinvolto in queste Olimpiadi. Ci è stato vicino solo il presidente delle Fiamme Gialle, la Finanza ci sta aiutando molto. Per il resto il vuoto, l’oblio. Ma se posso accettare abbiano dimenticato noi in federazione, trovo inaccettabile che tra gli atleti nessuno abbia ricordato Matteo. Qualcuno l'ha fatto? Tanti campioni no”.

 

Tutto aspettando che la giustizia faccia il suo corso: "Il problema vero rimane l’atteggiamento della Federazione. Vogliono far passare per casualità quello che invece è stata negligenza. In quella pista non c’erano le protezioni, non c’erano le minime condizioni di sicurezza. Vogliamo giustizia e delle scuse", ha concluso il papà di Franzoso.

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