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| 19 ottobre | 18:58

“Ora quello scempio ambientale verrà risolto”. La scarpata oltre il tornante diventa una discarica (VIDEO): sul Grappa al via le operazioni di pulizia

Lo sversamento era avvenuto lo scorso inverno del territorio comunale di Romano d'Ezzelino, in Provincia di Vicenza: “Sono iniziati oggi – dice il sindaco Simone Bontorin – i lavori di recupero e bonifica. Finalmente possiamo dire che questo scempio ambientale verrà risolto”

“Ora quello scempio ambientale verrà risolto”
di Redazione

VICENZA. Una valanga di plastica, tra rifiuti e imballaggi, scaricata nel bosco, oltre il settimo tornante della Sp148 – la cosiddetta 'strada Cadorna' che sale sul Grappa da Bassano – facendo della scarpata una vera e propria discarica a cielo aperto: a mesi dall'abbandono dei rifiuti, al via le operazioni di pulizia nel Comune di Romano d'Ezzelino.

 

 

A confermarlo è il sindaco del comune del Vicentino, Simone Bontorin, che ha condiviso le immagini della bonifica ambientale in corso. “Sono iniziati oggi – scrive – i lavori di recupero e bonifica dello sversamento di materiale plastico avvenuto lo scorso inverno in territorio comunale di Romano. Dopo aver condiviso con l'ente Bacino rifiuti Brenta ed Etra le modalità di recupero ed aver impiegato mesi nella ricerca degli operatori professionali da incaricare, finalmente possiamo dire che quello scempio ambientale verrà risolto”.

 

Il Dolomiti aveva già riportato la situazione nella scorsa primavera (Qui Articolo), quando il sindaco aveva sottolineato come il recupero non potesse essere portato avanti dagli operatori del servizio di nettezza urbana, richiedendo appunto l'intervento di una ditta specializzata.

 

“In tutti questi mesi però – ribadisce oggi il primo cittadino – i comuni del massiccio del Grappa, con Romano in testa, non sono stati fermi: abbiamo studiato a fondo le cause degli abbandoni, iniziando un percorso di monitoraggio del massiccio del Grappa sul lato vicentino. Assieme agli enti che si occupano dei rifiuti, abbiamo deciso di cambiare totalmente rotta e di fare in modo che chi sale sul massiccio, perché ha un'abitazione o per turismo, diventi responsabile ancora di più di questo ambiente. Basta un dato per capire che qualcosa non stava funzionando: di oltre 1000 abitazioni registrate e per le quali viene pagata l'Imu, solo una minima parte risultava iscritta al servizio rifiuti”.

 

“Tra una settimana – conclude – verranno presentate le nuove modalità di raccolta per l'area montana, per avere in poco più di un anno maggiore controllo di quanto avviene oggi”.

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