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FVG
16 luglio | 11:22

Paura in cantiere, accoltellati due operai: ambulanza e polizia sul posto, fermato l'aggressore

Il fatto è accaduto nel rione di Ponziana. Dalle prime informazioni i due operai, trasportati in ospedale, non sarebbero in pericolo di vita, ma l'episodio ha creato grande paura e forte apprensione nel cantiere. Anche l'aggressore è stato portato all'ospedale per accertamenti

TRIESTE. Follia in un cantiere edile a Trieste: due operai, impegnati in lavori in quota, appena ridiscesi si sono visti correre incontro un giovane urlante e fuori controllo, il quale una volta raggiunti li ha colpiti con diversi fendenti di coltello, e sono finiti all'ospedale a causa delle lesioni riportate.

 

I fatti sono accaduti nel primo pomeriggio di ieri, 15 luglio, in un cantiere presente nel rione di Ponziana, dove a un certo punto si è palesato un ragazzo di 25 anni di origine marocchina che fin da subito ha iniziato a dare in escandescenze e imprecare contro gli operai che in quel momento si trovavano a lavorare in quota appesi alle funi da cantiere.

 

Quando i due operai sono scesi a terra la situazione è degenerata. Il 25enne ha continuato a inveire animatamente e si è rapidamente scagliato contro i due brandendo una lama, e infliggendo loro svariati tagli di coltello agli arti e al busto. A quel punto, altri operai del cantiere sono accorsi in difesa dei colleghi feriti, riuscendo a bloccare gli attacchi del giovane marocchino, e a chiamare sul posto ambulanza e polizia di Stato. Poco dopo i due operai feriti sono stati trasferiti all'ospedale di Cattinara e, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita, poiché i fendenti non avrebbero raggiunto organi vitali. La scena concitata ha creato però paura e apprensione in tutto il cantiere, e anche l'aggressore è stato condotto all'ospedale a causa del forte stato di agitazione nel quale versava.

 

Il giovane si trova ora sotto il controllo dell'autorità giudiziaria, e gli inquirenti sono al lavoro interpellando gli operai e in generale le persone presenti all'interno del cantiere al fine di ricostruire le ragioni e le dinamiche esatte alla base dello scellerato gesto, che ha messo a repentaglio la vita e l'incolumità di diversi lavoratori. Nella zona non sarebbero presenti infatti sistemi di videosorveglianza che avrebbero potuto immortalare lo svolgimento dei fatti.

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