Pelmo d’Oro 2026, svelati i vincitori. La cerimonia sarà a Ponte nelle Alpi, con un ricordo speciale per Giovanni Viel e la presenza degli atleti olimpici
Si terrà il 25 luglio a Quantin la cerimonia di premiazione del Pelmo d’Oro, il premio istituito dalla Provincia di Belluno come riconoscimento di meriti speciali nel mondo dell’alpinismo e della cultura di montagna. Ecco i nomi dei vincitori

BELLUNO. Giunge alla sua 28esima edizione il Pelmo d’Oro, il premio istituito dalla Provincia di Belluno nel 1998 per riconoscere i meriti di persone, enti e associazioni nell’ambito dell’alpinismo, della valorizzazione dell’ambiente montano e della promozione della cultura e delle comunità locali.
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 25 luglio alle 10.15 nella struttura polifunzionale di Quantin, a Ponte nelle Alpi. Svelati intanto i nomi dei vincitori per le diverse sezioni previste, più un riconoscimento speciale nell’anno olimpico. “Un elemento qualificante - afferma il presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco - è la valorizzazione anche di persone e realtà esterne al nostro territorio, perché esportare il premio permette di far sì che sia apprezzato in tutto l'arco alpino. Il luogo al centro restano quindi le Dolomiti bellunesi, ma il respiro dell’evento è molto più ampio”.
Ecco dunque le assegnazioni. Il premio per l’alpinismo in attività va a I Gardenesi, cordata formata da Titus Prinoth, Alex Walpoth e Martin Dejori, alpinisti della Val Gardena che non solo hanno aperto vie di alto livello con grande coerenza stilistica, ma rappresentano anche il legame umano di fiducia e relazione che si cela dietro questa attività.
Il premio per la carriera alpinistica va poi ad Aldo De Zordi, tra i maggiori conoscitori delle pareti delle Dolomiti feltrine, dove ha aperto quasi duecento nuove ascensioni tra i Monti del Sole, le Vette feltrine e le Pale di San Martino. Ernesto Majoni riceve invece il premio per la cultura alpina, grazie al suo impegno in numerose istituzioni locali (tra cui il Cai di Cortina d’Ampezzo, l’Union dei ladis de Anpezo e l’istituto Ladin de la Dolomites di Borca di Cadore) presso le quali ha promosso la cultura ladina e la storia e l’alpinismo delle Dolomiti bellunesi.
Infine, i tre riconoscimenti speciali. Il premio Giuliano De Marchi va a Goretta Traverso, prima donna italiana a conquistare un ottomila (il Gasherbrum II in Pakistan), il premio Dolomiti Unesco a Vittorio Fenti, insegnante di geologia che ha dedicato la vita allo studio delle nostre montagne, e il premio Provincia di Belluno a Riccardo Bernardi, pilota che ha operato con il Suem per il soccorso in montagna.
“Fuori dal Pelmo d’Oro - aggiunge Staunovo Polacco - abbiamo inoltre pensato di coinvolgere anche gli atleti olimpici e paralimpici. Sono stati infatti tutti invitati a partecipare all’iniziativa e tra i 18 in elenco l’adesione è già molto buona. Sarà dunque un momento per riconoscere loro quanto fatto e quanto ci hanno dato con il loro impegno, ma anche per ricordare che la nostra provincia ha fatto qualcosa di buono durante le Olimpiadi, ottenendo una visibilità di alto livello”.
Appuntamento dunque a Ponte nelle Alpi, che per l’occasione ha organizzato una serie di eventi collaterali ben oltre il mese di luglio. “Abbiamo fortemente voluto ospitare l’evento - conclude Francesca Bortoluzzi, assessora al turismo - perché crediamo che il premio sia di estremo valore a livello internazionale. Noi bellunesi siamo orgogliosi dei nostri atleti, del soccorso alpino, di tutti gli enti che si occupano di montagna e, ovviamente, delle nostre Dolomiti. Perciò abbiamo scelto la località di Quantin, che rappresenta la frazione più alta del comune e il più vicino punto di contatto con la montagna che possiamo offrire. Inoltre non potrà mancare un ricordo per Giovanni Viel, che abitava a Ponte e che molto ha dato alla comunità sportiva di tutto il Bellunese”.












