Prodotti mestruali gratuiti nelle strutture pubbliche: "Vogliamo garantire alle giovani donne un accesso diretto a beni essenziali"
Secondo gli ultimi dati, una studentessa su otto soffre di povertà mestruale e una su sette si è assentata da scuola per mancanza di prodotti adeguati

BOLZANO. E' dal piccolo comune di Gargazzone - meno di 1800 abitanti, alle porte di Bolzano - che arriva una nuova e meravigliosa iniziativa: prodotti mestruali gratuiti nelle strutture pubbliche del paese.
Una proposta della consigliera comunale Veronica Frei e dell'assessora Kathrin Schnitzer che, portata in consiglio comunale, è stata votata all'unanimità.
“La delibera – spiega Frei - mira a contrastare la povertà mestruale e a favorire la destigmatizzazione delle mestruazioni, combattendo i tabù sociali e l'imbarazzo ancora diffusi negli spazi pubblici. Vogliamo garantire alle giovani e alle meno giovani un accesso diretto a beni essenziali, assicurando la loro piena partecipazione alla vita scolastica e pubblica senza disagi o esclusioni. Insomma, pensiamo sia un passo avanti per la parità, la dignità e contro la povertà mestruale”.
Gli assorbenti e i prodotti igienici saranno distribuiti gratuitamente nei servizi igienici delle strutture pubbliche comunali e all'interno dello spazio giovani.
L'attuazione pratica del progetto avverrà in sinergia con il Servizio Giovani per garantirne l'efficacia e la continuità.
Una decisione che si basa sui numeri e su un'indagine del Consiglio Provinciale degli studenti e dell'Infocafè femminista di Merano che ha coinvolto quasi 6.000 studenti, evidenziando dati allarmanti: una studentessa su otto soffre di povertà mestruale e una su sette si è assentata da scuola per mancanza di prodotti adeguati.
Il comune di Gargazzone si era già distinto negli scorsi mesi per aver approvato all'unanimità una riduzione sulla quota variabile della tassa rifiuti per i nuclei familiari con figli di età inferiore ai tre anni.
Una misura, proposta sempre dalla consigliera dei Verdi Verena Frei, che prevede un abbattimento tariffario corrispondente a 600 litri annui di rifiuto residuo per ogni bambino.
L'iniziativa è nata dalla necessità di gestire l'inevitabile aumento di produzione di rifiuti indifferenziati legato all'uso dei pannolini, che non possono essere smaltiti nelle frazioni organiche o riciclabili.
Il provvedimento non riguarda solo i genitori, ma è esteso anche alle figure professionali di assistenza all’infanzia domiciliare, come Tagesmütter e Tagesväter: per questi ultimi, l'erogazione del bonus non sarà automatica ma subordinata alla presentazione di una specifica richiesta.
Secondo quanto dichiarato dalla consigliera Frei, l'obiettivo è fornire un sostegno concreto alle giovani famiglie durante i primi anni di vita dei figli.












