Riattivate le ricerche di Sara Pedri (FOTO), la famiglia: "Il cuore continua a sperare di trovare qualcosa. L'amore non smette mai di cercare"
In queste ore le squadre dei soccorritori sono tornati nelle acque del lago di Santa Giustina per cercare Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa cinque anni fa: "Noi continueremo a cercarla, a parlarne e non lasciare che il silenzio copra ciò che deve essere visto. Il vostro pensiero sarà prezioso perché sappiamo che è energia che fa accadere i miracoli e noi ci crediamo"

SANTA GIUSTINA. "Oggi sono iniziate le ricerche della nostra Sara. Sentivo il bisogno di condividere con voi, che non ci avete mai lasciati soli, questo momento così carico di emozione, di attesa, di speranza e di dolore insieme". Queste le parole di Emanuela Pedri, sorella della giovane ginecologa scomparsa nel 2021. "Sappiamo bene che dopo cinque anni difficilmente troveremo un corpo. Lo sappiamo con la mente, ma il cuore continua a sperare".

La giovane ginecologa è scomparsa il 4 marzo 2021 e da quel giorno di Sara Pedri non si sa più nulla. C'è l'ipotesi di un gesto drammatico, che sembra ormai essere diventata una certezza, ma le ricerche hanno sempre dato esito negativo.

"Ci basterebbe anche solo una sua scarpa", dice Emanuela. "Il paio dei grandi occhiali blu-viola che indossava quel giorno e che ancora mancano all’appello. Basterebbe un piccolo segno, qualcosa che ci aiuti a rispondere alla domanda che ci accompagna ogni giorno, senza tregua: Sara è lì? Abbiamo voluto rendervi partecipi delle prime ricerche attraverso le immagini. Ringrazio di cuore il comandante della caserma dei carabinieri di Mostizzolo, Federico Fontana".

Nelle scorse settimane la famiglia di Sara Pedri, ancora in cerca di risposte, aveva scritto al Prefetto per chiedere di riprendere le ricerche (Qui articolo).

"Un grazie profondo al Prefetto di Trento che ha autorizzato le ricerche, ai carabinieri, ai vigili del fuoco, alle squadre del soccorso alpino, alla forestale e Mirella Liponi dell’associazione Penelope Trentino Alto Adige, per la loro presenza, la loro umanità, la loro determinazione", prosegue Emanuela. "Le ricerche riprenderanno anche nel mese di aprile, quando le acque del lago di Santa Giustina saranno più basse. Perché chi cerca non si arrende e chi smuove le acque, prima o poi, qualcosa fa riemergere. Cercare Sara non significa soltanto cercarla fisicamente. Significa continuare a riconoscere la sua presenza nella sua assenza. Significa permettere alla sua voce di vivere ancora attraverso di noi. Sara ha 'spostato montagne' e insieme a noi continua a farlo".

La famiglia continua nella sua battaglia per chiarire la vicenda sulla scomparsa di Sara. "Attraverso la sua storia abbiamo acceso una luce su un dolore silenzioso che colpisce tante persone e di cui si parla ancora troppo poco: il mobbing. Se oggi se ne parla di più, è anche grazie a lei. E noi continueremo a cercarla, a parlarne e non lasciare che il silenzio copra ciò che deve essere visto. Il vostro pensiero sarà prezioso perché sappiamo che è energia che fa accadere i miracoli e noi ci crediamo. L’amore non smette di cercare. Mai", conclude Emanuela.












