"Chiediamo di riprendere le ricerche di Sara Pedri", la sorella Emanuela: "Le tante persone che la amano ci spingono a trovare delle risposte"
La famiglia di Pedri ha presentato alla Procura una richiesta formale per riprendere le ricerche della giovane ginecologa scomparsa nel 2021. La sorella Emanuela: "Il licenziamento dell'ex primario ritenuto illegittimo? Riguarda il rapporto tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Non riguarda il caso di Sara"

TRENTO. I familiari di Sara Pedri chiedono di riprendere le ricerche nel lago di Santa Giustina in val di Non della giovane ginecologa scomparsa 5 anni fa nel nulla.
La richiesta formale è stata presentata venerdì 23 gennaio al Prefetto di Trento. "E' stata consegnata attraverso l'associazione Penelope Trentino Alto Adige con la disponibilità immediata e la sensibilità della presidente Mirella Liponi, che ringrazio di cuore a nome di tutta la nostra famiglia", dice Emanuela Pedri, sorella di Sara. "Ora siamo in attesa di una risposta. E nell’attesa continuiamo a sperare. Perché cercare significa non arrendersi".
La giovane ginecologa scomparsa a Cles il 4 marzo 2021. Da quel giorno non si sa più nulla di Sara. C'è l'ipotesi di un gesto drammatico, che sembra ormai essere diventata una certezza, ma le ricerche hanno sempre dato esito negativo. "Una scarpa o giubbotto, dopo 5 anni non è riemerso nulla dal lago: non possiamo che fare questa richiesta di riprendere le ricerche. E' una domanda che fanno tutte le persone che la amano: noi l'abbiamo vista spegnersi, tanti però l'hanno vista andare via entusiasta a Trento per non tornare più: per questi tanti ci chiedono perché non la cerchiamo".
Intanto l'Azienda sanitaria è stata condannata a risarcire, oltre 240 mila euro, l'ex primario dell'ospedale Santa Chiara, Saverio Tateo, sulla vertenza per il licenziamento avvenuto il 19 ottobre del 2021 (Qui articolo).
Il giudice del lavoro ha riconosciuto all'ex professionista dell'Apss, ora Asuit, le 24 mensilità e l'indennità di direzione del dipartimento con tanto di interessi.
Un licenziamento di Tateo legato al caso che ha riguardato la ginecologa e gli accertamenti che sono stati poi avviati all'interno del reparto in conseguenza alle accuse di maltrattamento.
Accuse per le quali l'ex primario del reparto di ginecologia dell'ospedale 'Santa Chiara' di Trento, Saverio Tateo, e della sua vice, Liliana Mereu, sono stati assolti in primo grado perché “il fatto non sussiste” (Qui l'articolo).
"Questa notizia non ci ha fatto arrabbiare", aggiunge la sorella di Sara Pedri. "Non perché sia giusta, ma perché non è una sorpresa per noi. Parallelamente al processo penale, che è ancora in corso a seguito dell’appello della Procura, si svolge una causa civile personale tra il Primario e l’Azienda Sanitaria. Si tratta di due procedimenti diversi e due Aule diverse. I due piani non devono essere confusi".
Il giudice del lavoro "ha stabilito che il licenziamento era illegittimo. Questo riguarda il rapporto tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Non riguarda il caso di Sara. Non chiude domande. Non cancella responsabilità. Il processo penale va avanti, e noi continuiamo ci affidiamo alla Procura. Quello che emerge è però qualcosa che va oltre le carte e le sentenze. E' la fragilità delle persone, il peso del silenzio e il dolore che nasce quando non ci si sente ascoltati, visti, protetti. Non cerco risposte urlate. Non cerco rabbia. Cerco uno spazio di riflessione, umano e condiviso. Nel frattempo continuiamo a cercare Sara
con pazienza, amore e con la speranza che qualcosa, prima o poi, possa emergere. Come sempre della vostra attenzione, vicinanza e affetto", conclude Emanuela Pedri.












