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Trento
27 luglio | 15:56

I tuffi pericolosi continuano e gli esibizionisti sfondano il tetto del capitello votivo de ''La Madonnina sul lago''

“A forza di salire sul tetto della Madonnina ne hanno fatto uno scempio” si legge sul gruppo Facebook “Sei di Riva se”. Un capitello votivo trasformato da anni come palcoscenico per tuffarsi nel Lago di Garda: rischiosissimo, ma la responsabilità viene rimbalzata da un’istituzione all’altra 

di Margherita Tomadini

RIVA DEL GARDA. Una situazione che sembra rimbalzare da un’istituzione all’altra senza trovare una soluzione: al centro di questa vicenda è ancora una volta il capitello votivo dedicato alla Madonna, manufatto religioso diventato ormai palcoscenico per esibirsi davanti a passati, ciclisti e automobilisti in transito. 

 

A riportare nuovamente l’attenzione sul caso è stata un’iscritta al gruppo Facebook “Sei di Riva se” che ha pubblicato negli scorsi giorni una fotografia nella quale sono chiaramente visibili i danni alle tegole del tetto del capitello. Uno stato di degrado constato anche da lontano, dalla Baia Azzurra. 

 

Questa piccola struttura a carattere votivo si trova lungo la strada litoranea che collega Riva del Garda a Torbole, ed è stata trasformata ormai da anni in un trampolino improvvisato per i tuffi ‘acrobatici’ nel Lago di Garda. 

 

A confermare questo problema è anche il sindaco di Riva Alessio Zanoni, che precisa però come la piccola struttura sia di competenza del servizio gestione stradale della Provincia, e dunque ci ha rimbalzati a loro. Dal servizio di gestione strale della Provincia il rimpallo è stato praticamente identico con scarico delle responsabilità sull'amministrazione comunale.  

 

Resta il fatto che da anni questo capitello è punto di ritrovo per molti giovani e appassionati di tuffi: lo utilizzano come fosse una vera e propria piattaforma di lancio nonostante i rischi evidenti con le rocce sottostanti e una struttura non pensata affatto per aiutare in queste 'pratiche sportive’. Oltre ad essere circondata da ringhiere e appoggi che potrebbero anch’essi mettere in pericolo chi tristemente si vuole gettare da qualche metro più in alto, non si guarda nemmeno minimamente a quello che è lo scopo religioso di questo manufatto. Ciò che si sceglie non è il rispetto, ma piuttosto la ricerca di un'attività che faccia salire l'adrenalina. 

 

Sono state verosimilmente queste continue salite sul tetto quindi a provocare il deterioramento delle tegole (vedi FOTO), rendendo ancora più rischioso e instabile utilizzare il capitello in modo improprio. E ancora, nonostante i numerosi incidenti avvenuti negli anni (Qui un esempio) e la pericolosità ben nota del luogo, il fenomeno si ripete quotidianamente: lo conferma anche la polizia locale dell’Alto Garda.

 

Resta infine il nodo dei divieti. Questi ci sono effettivamente? È certo plausibile che i tuffi siano vietati, ma la situazione di questa piccola struttura votiva, come constatato all’inizio, appare decisamente poco chiara: una tale assenza di indicazioni e il mancato riconoscimento della responsabilità da parte di chi dovrebbe prendersene cura, non sembrano essere i giusti pretesti per bloccare una pratica che mette in pericolo l’incolumità delle persone e danneggia un luogo di valore religioso. 

 

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