Rifiuti ed escrementi trovati nelle barche, natanti danneggiati, altri presi e abbandonati nel lago. Atti vandalici continui sul lago: ''Il Comune però non fa niente''
Una questione scottante che l’amministrazione trascura da almeno quattro anni: il pontile comunale di Calceranica che si affaccia sul Lago di Caldonazzo sembra essere meta di alcuni turisti poco responsabili che non si fanno nessun problema ad entrare nelle barche altrui. I proprietari quindi, stanchi ed esausti della situazione, chiedono azioni concrete da parte dell'amministrazione: “Rispetto ad altri pontili presenti dei comuni rivieraschi, il nostro è ridicolo e "scavalcabile" con estrema facilità. Si deve fare qualcosa perché ogni settimana facciamo la conta dei danni"

CALCERANICA AL LAGO. Atti vandalici, parecchi rifiuti, escrementi e tende usate come carta igienica: tutto ciò all’interno delle barche ormeggiate al pontile di Calceranica, sul Lago di Caldonazzo. E' Andrea Pasqualini, proprietario di una barca attraccata al pontile comunale e portavoce degli altri proprietari delle imbarcazioni ormeggiate, a denunciare l'accaduto raccontando come questa incresciosa situazione si protragga da quasi quattro anni senza che si intravveda una soluzione. Sconcertato e ormai in parte esausto, denuncia un problema che continua a pesare su tutti gli utenti dell'attracco.
“Resti di banchettate, festini, accumulo di bottiglie e alcolici, tende tagliate, lucchetti spezzati col il tronchese e danni da anche mille euro. All'interno dell’imbarcazione del mio vicino sono stati trovati anche diversi escrementi e le tende sono state palesemente utilizzate come carta igienica” spiega Pasqualini a Il Dolomiti.

Per provare ad arginare il fenomeno (anche se gli autori di certi pessimi comportamenti sono esseri umani e quindi basterebbe ci fossero più educazione e intelligenza) il cancelletto di accesso è l'indiziato numero uno anomalo rispetto a quelli installati negli altri comuni rivieraschi. Eppure, la sua sostituzione con un modello più idoneo e sicuro continua a essere rimandata, nonostante le criticità siano note da tempo.
Non sembra però una richiesta così assurda, soprattutto perché questi episodi vanno avanti da parecchi anni e i proprietari delle imbarcazioni non sanno più cosa fare per evitarli: “Ci siamo recati parecchie volte in Comune per sollevare le problematiche, ma sembra non interessi. Tutte le stagioni, settimanalmente dobbiamo andare a controllare le nostre barche e fare la conta dei danni. Manca un cancello idoneo, non c’è illuminazione, non c’è nulla che possa evitare alle persone estranee di entrare e compiere disastri” continua sempre il portavoce Pasqualini.
Ma si sa chi c'è dietro queste sgradevoli (e del tutto irrispettose) azioni? “Ragazzi olandesi, turisti adolescenti che escono dai campeggi sul lago e scelgono le nostre barche per festeggiare. Sono stati anche visti più volte. Inoltre, la settimana scorsa la barchetta di un anziano del paese è stata trovata in mezzo al lago perché di notte qualcuno c’è salito e poi, una volta riportata al pontile, è stata lasciata senza ormeggio - spiega a Il Dolomiti Pasqualini -. Poco tempo fa, ho dovuto pagare ben mille euro per comprare una tenda nuova che mi era stata completamente tagliata: è stato chiesto più volte di mettere sistemi di videosorveglianza, ma non sono stati effettivamente inseriti nell'area".
L’amministrazione dunque, non sembra affatto collaborare con chi ha deciso di ormeggiare la barca nel pontile comunale che si estende sul Lago di Caldonazzo, piuttosto pare mettere la testa sotto la sabbia.
“Avevamo chiesto un lampione per illuminare almeno la zona del pontile e così scoraggiare gli ospiti indesiderati, ma quello che è stato installato ha smesso di funzionare almeno un anno e mezzo fa. Poi il cancello è facilmente scavalcabile - continua Pasqualini -. Non sembra quindi affatto scontato che un’area del genere sia garanzia di sicurezza per le imbarcazioni. Speriamo però che l'amministrazione agisca in qualche modo, perché siamo tutti esausti e preoccupati. Può diventare anche molto pericoloso, soprattutto se queste persone dovessero avvicinarsi ai motori e venire a contatto con la benzina".












